Astronomia a occhio nudo

14
GENNAIO
2008

Meglio essere turlupinati da un passato che non abbiamo visto piuttosto che da un presente di cui facciamo parte. Nel tango capita spesso. Proprio a San Silvestro un vecchio milonguero mi ha confidato: il mio passato è deplorevole, il mio presente fallimentare; meno male che non ho un futuro... Come potevo dargli torto: la tradizione del tango è come il sacco della Befana, un’ambigua giurisprudenza in cui uno trova solo quel che cerca, giocattoli e carbone. Prendiamo per esempio la mania delle esibizioni alla milonga. Uno non può più andare a ballare senza che a un certo punto non sia costretto a sedersi e a subire le prestazioni di un qualche fenomeno locale o di passaggio. Sono momenti vetrinistici che ribassano la milonga a showroom e i milongueros a potenziali compratori di tegami. Fregatura recente, dunque, iniziata da quando il tango fa rima con business. Ma per Marco Castellani è una vera e propria idiosincrasia che risale a molto tempo addietro. Ha scritto un lungo articolo in proposito, che verrà pubblicato sull’imminente Tangueros Quarterly Review n.15 con il titolo di “Tango Chinein”. Nel frattempo, però, vogliamo anticiparne ai nostri lettori più impazienti la quarta e conclusiva sezione, l’ultimo montaggio, in cui Castellani ci racconta di una sua notte lisergica del 1976.
Buon anno a tutti. Che le stelle vi siano propizie.

Da fuori, la Casa del Popolo sembra proprio questa: ecco la scalinata rumena, la targa “Qui Mangiapreti”, il bandierone rosso con l’Edera al posto della Falce e Martello. Dovremmo essere a Gambettola, nella bassa cesenate. Dico dovremmo perché al sabato sera non facciamo molto caso alla rotta: andiamo dove ci dice la benzina e stasera siamo venuti a 12.000 lire, tre carte a testa.
Lo so, secondo Fonzie Fonzarelli il sabato è notte da pivelli, ma è anche l’unica in cui il padre di Usto ci presta l’850. Color caffellatte, naturalmente, corretto dagli adesivi. Dobbiamo stare attenti a dove parcheggiamo: questa è la capitale europea della rottamazione e del recupero ferrosi. C’è anche il monumento. Di un bel color caffellatte, tra l’altro.
Alla Casa del Popolo si balla, e tanto basta alla nostra piccola psichedelia. La sostanza va però corroborata: non si pretenderà di studiare l’astronomia a occhio nudo? Questa l’ha detta John Lennon, uno che non rimediava con lo Zabov. Qui però non avremo problemi: al Popolo servono vino serio, mica gazzosine da stilisti. A me poi piace il Pagadebit, innanzi tutto per il nome. Bei tempi quando gli esattori li tacitavi con un bicchiere. Ma adesso, a metà anni ‘70, la tecnica bancaria ha fatto progressi da gigante. Sono astemi.
Foriamo il nebbione ed entriamo. Nei pressi del bancone, ci sono due poster: Luciano Lama, nato qui, e Federico Fellini, che qui faceva le vacanze, entrambi con dedica a pennarello. C’è anche il Pagadebit: lo dicevo, io. Dal piano superiore arriva della musica ritmata. Abbiamo tutti l’età in cui una batteria è una cosa importante. Pier Paolo Pasolini, corretto da me.
- Perché non andate su che ci sono tre ragazzi che suonano?
- Se è gratis...
I tre ragazzi hanno invece l’età in cui una fisarmonica era ed è rimasta una cosa importante. Il bassista è anche cieco, cliente ideale di quelle scarpe allo zabaione.
L’ambiente è fumoso per via delle finestre aperte. I tavolini sono di fòrmica, le signore in ghingheri, gli uomini paonazzi. L’allegria sembra contagiosa, ma siamo vaccinati. Ci siamo portati su le bottiglie necessarie a un’eroica resistenza.
Mi invitano subito. Ma quale cabezeo... sono l’elegantone della brigata e il mio tight alla Groucho Marx "fa ambasciatore” anche nei centri rurali. Vanda “con la V normale” è la prima:
- Chi s’è sposato?
Trasloco immediatamente nelle braccia di Dirce e poi in quelle di Angiolina, come mia nonna. Evito di dirglielo per tatto coreografico. Un diplomatico non fa gaffe.
- Meno male che ci siete voi giovani.. Se no, com’è il domani della Filuzzi?
- Lungo, milady. La Filuzzi will never die... - Ditemi voi se non ho avuto ragione.
Valzer e ancora valzer, che è quello che mi viene meglio e l’unico suonato dai veterani. Anche il tango lo suonano in tre quarti, come Salgàn, lo Strauss del Rio De La Plata.
Al secondo tango viennese mi tocca cedere l’Italia a suo marito, un prenotato: più o meno quello che sta facendo il governo nella sua resa agli zuavi pontifici. Del resto, in tutte le milonghe del mondo il sabato è “coniugale”. Fonzie starebbe in casa anche ad Almagro.
- Attenzione, attenzione... - un uomo si erge in mezzo alla pista.
Ci siamo, mi dico, ecco l’annuncio del Segretario della sezione di Stepancikovo che fa precedere la discussione sui progetti della nuova fognatura da alcune considerazioni sulla situazione della lotta di classe a livello mondiale. Invece no, è un’esibizione. Non si scappa. Vai col Pagadebit.
- Compagne e compagni, interrompo solo per un attimo il vostro spasso per presentarvi un giovane fenomeno del trombone. Prima però voglio che tributiate a questi ragazzi di Ferrara un applauso di benvenuto. Grazie, tornate a trovarci, qui siete a casa vostra.
Senti chi parla. Il pugno chiuso leggermente rialzato ci sembra un ringraziamento garbato. Voilà.
- Come vi dicevo, ecco il trombonista: mio figlio Gunnar.
Figlio suo e di una svedese cuccata in riviera. L’oriundo biondino-romagnolo va sul sicuro e ci suona Bandiera Rossa, con svisate e tutto. Successo concorde di pubblico e critica, ma il padre non è contento:
- Le sorprese non finiscono qui. Sabato scorso ci avevano fatto una promessa e ora sono tornati a mantenerla. Due affidabili... due virtuosi del liscio, del latino, di quello che volete. Il loro forte è la traiettoria, ma vanno bene anche nella giravolta. Ecco a voi... i completi Sabrina e Gianlucaaa...
Non c’è niente da fare, questi esibizionisti sono una piaga. Si godono la primavera che tolgono agli altri. Un verso di De Andrè.
Entrano due indigesti muñecos de torta, le statuine della torta nuziale che proprio per questo non si mangiano. Ecco qui chi s’è sposato, cara la mia Vanda con la V normale. E tu, Gianluca, mi fai schifo, sappilo. Specie con quel tight marxista copiato all’Ambasciatore di Ferrara, ora ostaggio del tuo happening settimanale.
Speriamo almeno che ballino L’Inno dei Lavoratori o i Morti di Reggio Emilia. Macché: ci danno dentro con gli standard, in due sopra quattro gambette e con un vassoio di stronzi per abbraccio. Fanno tutta la sfilza. Il loro tango simpatico è una cosa che prende allo stomaco.
E così distolgo lo sguardo. E’ il momento della riflessione personale. Queste meraviglie i desti non le vedranno mai e io non oserò ricordarmele. Di sicuro non a occhio nudo. Gambettola, paese di scasso e smaltimento. Così è anche il resto. Dove sarà l’astronomia? Cosa mi staranno organizzando le sfere celesti? Da qui le stelle sono mingherline, gli equinozi tutti storti... la sproporzione non mi dà quartiere. Forse a Buenos Aires, sotto il suo cielo al revés, una musica ci sarà che...
Usto mi interrompe con un cabezeo:
- Hai letto là cosa dice?
La nutazione mi indica il fondo della sala, ma i miei occhi poco astronomici non ci arrivano. Mi tocca il dribbling tra i due esibenti che ancora volteggiano a nasi girati. E là, sul muro dietro alla “struttura” del ciclostile, leggo finalmente il cartello. Tutto si tiene a questo mondo: QUI DENTRO SONO PROIBITE LE SCENE ROMANTICHE. Lo dicevo, io.

Marco Castellani, dicembre 2007

 

Scuola Tangueros 2008
 

Sono ripresi i corsi dell’implacabile Scuola Tangueros. Questo il calendario in vigore nel 2008:

LUNEDI'
ore 20.00 - 21.00 : principianti assoluti 2
ore 21.00 - 22.00 : principianti assoluti 3

MARTEDI'
ore 19.30 - 20.30 : intermedi 2
ore 20.30 - 21.30 : tecnica individuale maschile/femminile
ore 21.30 - 22.30 : intermedi 1

MERCOLEDI'
ore 20.00 - 21.00 : tecnica individuale maschile/femminile
ore 21.00 - 22.00 : falsi principianti 2
ore 22.00 - 23.00 : principianti assoluti 1

GIOVEDI'
ore 19.30 - 20.30 : avanzati
ore 20.30 - 21.30 : tecnica individuale maschile/femminile
ore 21.30 - 22.30 : falsi principianti 1

VENERDI' due volte al mese
ore 20.00 - 22.00 : practica guidata (riservata agli allievi)
prossima practica: 25 gennaio 2008

Tutti i corsi si tengono presso l'On Stage - via Rutilia 10/8, 20141 Milano

SCUOLA TANGUEROS
L’Arte dell’Abbraccio
insegnante: Mariachiara Michieli

informazioni & iscrizioni: tel. 02 4989919 tel. 349 7310438
escuela@nctangueros.com
www.nctangueros.com

 

 

 

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