In sostanzioso anticipo di 40 minuti
sui due mesi di ritardo previsti, abbiamo finalmente messo in linea
il nuovo numero
della Tangueros Quarterly Review, l’unico trimestrale che esce
due volte l’anno e i cui limiti non finiscono qui. Dobbiamo
ammettere che il cielo di lana ritornato a coprire Milano ha favorito
grandemente la nostra febbrile prestazione indoor. Tempi non sono
questi per mettere alla porta nessun poeta, diceva De Musset; figuratevi
dunque se noi bagonghi della letteratura ce ne andiamo a bighellonare
in mezzo all’atmosfera, col rischio di metterne un po’ nei
nostri scritti. E difatti, questi ne sono i risultati, consultabili
nelle classiche due versioni Italiana e Internazionale nel sito www.thetqr.org.
Il titolo “Trouble no more” mi è stato involontariamente
suggerito dal cantante spammer Otario Sterling che da
più di
un anno mi perseguita non appena accendo il telefonino. E’ un traditional,
come avrete intuito, il cui sfortunato protagonista auspica che
d’ora in poi “Guai, basta”. Che sia
di buon augurio a tutti noi prima che l’inverno riesca ad
afferrarci.
Bisognino fa trottà ‘a
vecchia di
Jean Fajean
Nella Tangolandia di fine secolo scorso e, in misura minore, dei
primi anni di questo qua, il vegliardo è stato tenuto in
gran conto nell’ambiente, tanto che quella del “milonguero
viejo” è diventata in poco tempo una solida figura
professionale. E non mi riferisco all’affetto e all’ammirazione
che spontaneamente proviamo per chi sbaglia da più tempo
di noi, ma al credito che abbiamo concesso agli errori, agli scarti,
ai fondi
di magazzino che questi longevi hanno cercato di far passare per
tradizione. Fortunatamente per loro, nulla è incredibile
in materia di tango, nemmeno la storia critica di questa inesauribile
categoria.
Festa di mostri di Alan Pauls
Il caso letterario dell'anno, perlomeno nella mia cuadra, dove
sono l'unico ad aver comprato questo librone audacemente intitolato "Borges".
Si tratta del diario di Adolfo Bioy Casares, amico e sodale del
titolare in copertina, nonché grande scrittore argentino
lui stesso. Grande, e indemoniato negli appunti, a giudicare dalle
1664 pagine
in cui ha trascritto, spesso parola per parola, i dialoghi di quaranta
anni di amicizia giornaliera. Naturalmente il libro ha suscitato
molte reazioni tra gli scrittori ivi tirati in ballo, non tutte
indifferenti devo dire, specialmente tra quelli ancora vivi. E'
il noto inconveniente
delle recensioni. Quello che qui vi presentiamo è l'articolo
di Alan Pauls, uno scrittore che si è distinto sull'argomento
per la lucidità, l'equilibrio e la precisione di cui ha
dotato le mazzate di ritorno, appena guastate, forse, da un filo
di suscettibilità sindacale.
La sicurezza non è più quella
di una volta di Louis-Ferdinand Céline
Brutto segno se si deve ricorrere a Céline, ovvero alla
più potente
macchina verbale che mai sia scesa in campo contro il sistema.
D'altronde, tempi non sono questi per i segni buoni, i miracoli
o gli incanti.
La "divina sicurezza", lo zucchero del mondo, non ce
la fa più a coprire i liquami. I conti non sono tornati.
Non ritornano mai, in economia: l'oste li fa sempre senza gli affamati.
Il peggior soprano del mondo di Patricio Lennard
A Buenos Aires c'è un cantante di tango molto conosciuto
nell'ambiente per le sue stecche portentose. Lo chiameremo Gomez,
anche se si è scelto
un nome molto più tanguero. Avendolo ascoltato dal vivo
solo una volta, non posso dire se Gomez è il peggior cantante
di tango di tutti i tempi, anche se Pichuquito, il bandoneonista
principe
de "La peña del transportista", sembra appoggiare
questa candidatura. Però sono sicuro che Gomez, anacronismo
a parte, sarebbe stato il telonero ideale in un concerto di madame
Jenkins, il peggior soprano della storia, che qui vi presentiamo
in un appassionato ritratto di Patricio Lennard.
El Rusito Elias di Guillermo Borovsky
Il tango-danza è un'arte completamente combustibile: brucia
senza lasciare traccia. Invano cercheremmo negli annali del tango
i contributi dei grandi ballerini che ci hanno preceduto. E anche
oggi, se non fosse per Internet che prolunga sui nostri schermi
gli errori che non abbiamo visto dal vivo, nemmeno sapremmo cosa
sta
passando di moda in questo stesso momento. D'altra parte, come
si dice anche degli anni 60, se te li ricordi non c'eri. Quando
però fortuna
vuole che ci imbattiamo in qualcuno che non c'era al posto nostro,
com'è il caso di questo discendente del leggendario Rusito
Elias e della sua imparziale testimonianza che ricopiamo pari pari
dal sito di Todotango, conviene credergli sulla parola. Cosa che
facciamo subito e volentieri.
El Moplo revisited Intervista con
El Moplo
Era forse il 1995 quando intervistammo El Moplo per la prima volta.
Fu al Café Celta, a pochi passi dalla storica sala dell’Associazione
dei Professori d’Orchestra, dove Pugliese provava il mercoledì,
il Sexteto Tango il martedì e la Compagnia Tangueros tutti
i giorni che Dio toglieva alla terra. In quell’occasione El
Moplo, imbaldanzito dal vermut della casa, rivelò ai nostri
lettori tutti i segreti della milonga. La Buenos Aires di allora
non era stata ancora interamente tanghizzata e le milonghe non erano
quei locali per turisti che sono oggi. Allora eravamo in pochi a
conoscerne i codici, ovvero come bisognasse stiracchiarli per non
fare, appunto, la figura del turista. Oggi invece sono i visitatori
europei e americani, con le loro monete forti, a dettare legge nel
tango. Né il Celta né l’Apo esistono più.
Al posto del primo c’è il wine-bar El Escabio; nel secondo,
proprio dove un writer premuroso aveva scritto “A quien toca
este edificio que lo parta un rayo” (Chi tocca questo edificio
venga squartato da un fulmine), le macerie di un incendio. Sentiamo
dunque, dopo 12 anni, che cosa ha da dire El Moplo sui giorni disonorevoli
del tango attuale.
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A Poggibonsi, in provincia di Siena,
c’è un
Festival chiamato Fenice 9 Arts in cui si incrociano il cinema, la
letteratura, la musica, la fotografia, il teatro, l’illustrazione
d’autore, ecc. di un certo paese, di un certo autore o a proposito
di un certo argomento. Tra il 25 e il 27 ottobre, protagonista sarà l’Argentina.
Il programma è davvero interessante, anche perché il
direttore artistico Dario Ceccherini preferisce seguire le strade
meno battute. Allestirà, ad esempio, una mostra sull’Eternauta,
lo storico fumetto di Hector Oesterheld e Francisco Solano Lopez,
il quale non solo sarà presente a Poggibonsi, ma vi festeggerà anche
il suo ottantesimo compleanno, il 26 ottobre. Ci sarà poi
un’installazione fotografica sul tango di Lucia Baldini, una
pièce teatrale di Carlo Lucarelli “Tenco a tempo di
tango”, proiezioni di nuovo cinema argentino, un seminario
aperto con illustri studiosi e, per la musica, un concerto di César
Stroscio alla testa del Trio Esquina, sempre il 26 ottobre, al
Teatro Politeama. Per informazioni, non ancora disponibili, ma
lo saranno
a breve:
www.comune.poggibonsi.si.it
www.politeama.info
Trio Esquina in concerto
César Stroscio bandoneòn
Leonardo Sanchez chitarra
Hubert Tissier contrabbasso
26 ottobre 2007 - Teatro Politeama
di Poggibonsi (Siena) |
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