The Tangueros Monthly Newsletter
edizione italiana - febbraio 2004

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Usignoli al Colòn

Dal nostro corrispondente a Buenos Aires - Al momento di andare in macchina, apprendo con entusiasmo che Juan Gelman e César Stroscio, il primo poeta poeta e il secondo poeta del bandoneòn, sono stati invitati ad esibirsi al Teatro Colòn il prossimo maggio. La performance dei due usignoli farà parte di un riconoscimento pubblico ai principali poeti dell'America Latina che si sta preparando tra Buenos Aires e Montevideo.
In tempi come questi, in cui dobbiamo guadagnarci anche le lacrime, la Poesia sembra proprio essere la sola forza in grado di rendere meno trionfale il cammino della pestilenza.
Paradossalmente, nelle stesse ore in cui le rose si stanno organizzando per celebrare degnamente i loro cantori, il cartello governativo si sta ancora una volta disponendo ad accogliere la valanga turistico-milonguera con l'ennesimo Festival di Tango fatto di corsi, concorsi e fotogenici balli sotto l'Obelisco. E siccome il capitale privato non poteva essere da meno, ecco a seguire il Festival CITA, un chiosco a filiera lunga in cui al cliente sarà persino dato scegliere lo stile e l'insegnante, secondo una valutazione delle rimanenze chiamata FIFO, ossia First In First Out, anche se qui a Buenos Aires questo stesso acronimo designa con più precisione il trattamento cui il visitatore verrà sottoposto.
L'ininterrotta catena di eventi* entertainment-oriented, il conseguente commercio di black market commodities, la ramificata attività del circo di questi nani cresciuti, il definitivo tramonto del monopsonio, stanno facendo del Tango un bene dalle azioni a largo flottante. Mi accorgo che i termini borsistici sono sempre più pertinenti alla situazione attuale della nostra cultura nazionale, per non dire dei sentimenti.
Dalla nostra parte abbiamo però, e per fortuna, "questo cuore che ci sbilancia tutti". Forza usignoli, cantate forte!

© El Moplo - Buenos Aires, febbraio 2004

* evento: accadimento, fatto, spettacolo imprevisto o previsto
© Adolfo Bioy Casares "Diccionario del argentino exquisito"

 

Esquina in Italia

Il fatto artistico è il portato d'una felice grazia del vivere, d'una vividezza e pienezza dell'anima, meglio che non lo squallido elaborato venuto fuori dal malloppo delle regole, dalle disquisizioni accademiche, dai suggerimenti autorevoli.  Carlo Emilio Gadda

 

E a proposito di grazia, anzi dello stato di grazia, vi segnaliamo i due concerti italiani del Trio Esquina di César Stroscio: un Tango che, come diceva Macedonio Fernandez, fa ingelosire il silenzio.

21 febbraio: Varazze (Savona), Teatro Don Bosco

28 febbraio: Torino, Conservatorio Verdi - Stagione concertistica dell'Unione Musicale

 

TRIO ESQUINA - Musiche attuali del Rio de la Plata

César Stroscio bandoneòn

Claudio Pino Enriquez chitarra

Hubert Tissier contrabbasso

Esquina in spagnolo significa angolo o incrocio di strade, ma nella parlata di Buenos Aires esquina è il luogo dove ci si trova e ci si incontra, dove ci si conosce, ci si innamora e ci si lascia. L'esquina è il posto dove si riunisce la barriada, ovvero la banda del quartiere; all'esquina ci si da appuntamento per andare altrove e da tutti i vari altrove si ritorna sempre all'esquina; l'esquina Tal dei Tali è il toponimo che ci si porta nel cuore quando si è lontani e che si ama ricordare nell'asprezza dell'esilio.
Tener esquina o no tener esquina per estensione vuol dire avere o meno esperienza della vita, avere o meno raggiunto quella dura e disincantata conoscenza delle cose del mondo così tipica del porteño.
L'esquina è insomma un luogo emblematico della Buenos Aires quotidiana, dei suoi sentimenti e della sua grande musica. Da qui la filosofia musicale del gruppo: un Tango con i profumi del Jazz e della musica contemporanea, suoni di confine, occasioni d'incontro. Arrangiamenti complessi, raffinati e nello stesso tempo spietatamente sinceri, come ci si aspetta da chi di esquinas ne ha frequentate parecchie. Con in più un'evidentissima, incontenibile gioia di suonare insieme di questi tre grandi musicisti.

 

Toma Dos idem

Con grande soddisfazione rileviamo che l'ottimo lavoro del Barrio Tanguero di Torino, in sinergia con la rete intessuta da Faitango, la Federazione delle Associazioni Italiane di Tango, sta dando i suoi frutti.
La tournée italiana del duo argentino Toma Dos (Javier Vargas al bandoneòn e Fernando Cappelletti alla chitarra) è ora una solida realtà.
Concerti nelle milonghe di Vicenza, Udine, Cesena, Napoli, Saluzzo e Torino. E probabilmente se ne confermeranno degli altri non appena li si sentirà suonare dal vivo.

 

E nemmeno le raddrizza

Come i nostri lettori ricorderanno, il poeta Juan Gelman è stato recentemente insignito del Premio Lerici Pea per l'opera poetica, nonchè della cittadinanza onoraria del Golfo dei Poeti. In occasione della cerimonia, la casa editrice Guanda aveva pubblicato "Lettera alla madre", mentre l'Interlinea, in ricordo della medesima, ha dato ora alle stampe "Nel rovescio del mondo". Da questo prezioso librettino, e a immediata confutazione di quanto il nostro ingenuo corrispondente da Buenos Aires ha appena finito di scrivere quissù, ci affrettiamo a ricopiare il seguente inedito:

NOBILTA'

La poesia è pallida e nobile.
Non cambia niente, non incurva colline, non
dà un solo frutto rosso, non
fa il rumore di chi strappa
un pezzo di pane per offrire
un pezzo di pane.
Si rannicchia in un angolo e
non si lamenta.
Vive in tutto ciò che si innalza
all'aria e dal nascere.
Non chiede nemmeno una visita.
Le basta quel che non è successo.

Juan Gelman
traduzione di Luciana Branchini
© Interlinea Editore - Novara, 2003  www.interlinea.com

 


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