The Tangueros Monthly Newsletter
edizione italiana - marzo 2003

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I labirinti del Tango

A distanza di dieci anni dall'indimenticabile notte di Tangueros al Festival Settembre Musica del 1993, il Teatro Regio di Torino aprirà una volta ancora i suoi maestosi portelloni al Tango della Nueva Compañia Tangueros
Il prossimo 2 aprile Mariachiara Michieli e Marco Castellani terranno una particolarissima conferenza danzata dal titolo "Il Tango: la Danza - dalle origini al Tango Moderno" in cui verra' illustrato a colpi di sequenze ballate il passaggio dall'elusivo e inafferrabile Tango primitivo alle prime figure definite del Tango Moderno.
L'occasione è davvero propizia per una vista guidata in "cucina" e per ammirare Mariachiara mentre smonta e rimonta come un meccano tutti i passi che si usano oggi.
Una performance filogenetica di Silvina Aguera e Sebastian Romero, Ballerini Principali della NCT, chiuderà l'interessante serata ad ingresso gratuito.
Quanto segue è lo scritto di introduzione alla conferenza:

Ma in definitiva di che cosa parliamo quando parliamo di Tango? Da dove viene e come è nata quella che è stata definita “l’Arte Popolare più profonda del mondo”?
Gli studiosi che volessero verificarne le origini si troverebbero ben presto nella stessa disperante situazione dei due re nei due labirinti del famoso apologo di Borges: il musicologo, smarrito in un fragoroso assortimento di documenti sonori; il critico di danza, paralizzato nell’invulnerabile nebbione delle congetture.
Nella musica, il labirinto dei reperti, anche ottocenteschi, fatto di rulli traforati, incisioni su ogni supporto, dischi di pasta, di cartone, di cera, matrici, partiture e trascrizioni, conduce a una ridondante tassonomia in scala uno a uno, ossia a una variante porteña della mappa degli enciclopedisti della Cina imperiale, tanto precisa da coincidere con il terreno che vorrebbe descrivere, quanto superflua. Perfino i musicologi dell’Istituto Carlos Vega, il più importante istituto musicologico argentino, travolti dall’entusiastica erogazione dei collezionisti, dovettero ridimensionare l’indagine che si proponevano esaustiva a un solo volume con tre dischi, in cui concludevano nel 1987 che molti dei tangos “primitivi” catalogati in cinque anni di lavoro avevano una certa somiglianza con l’habanera, concetto questo già dichiarato nel 1926 da Vicente Rossi in “Cosas de Negros” e riconfermato dalle successive generazioni dei provvisti di udito.
Nella danza invece, le altrettanto labirintiche - poiché incerte e contraddittorie - informazioni di un testimoniale non contaminato dalla partecipazione diretta agli avvenimenti riferiti non pervengono nemmeno a un barlume d’ipotesi condivisa. Nessuna registrazione, nessun documento visivo, nessuna terminologia approvata.
Il labirinto più efficace, diceva appunto Borges, è il deserto.
Questo paradossale miscuglio di penuria da un lato e di sovrabbondanza dall’altro, preclude ai ricercatori ogni approccio “scientifico” al Tango. Dovremo ancora una volta fare ricorso al corpo, alla sua memoria organica, a quanto ancora rimane di vivo e di vero nella fisicità dei tangueros nonostante le equivoche suppellettili del  Tango-business che vi sono state accatastate negli ultimi dieci anni.
Ecco perché la conferenza che Mariachiara Michieli, direttrice artistica e coreografa della Nueva Compañia Tangueros, terrà il 2 aprile sarà una “conferenza danzata”.
Mariachiara, avvalendosi di una coppia di ballerini della sua Compagnia, illustrerà il passaggio dal Tango primigenio a quello moderno attraverso i passi e le sequenze create dal suo maestro Antonio Todaro, colui che dotò la generazione più innovativa del Tango (quella degli anni 40, di Cacho Lavandina, Finito, Petroleo) di un linguaggio compiuto. Una performance filogenetica nelle profondità del movimento a due che sarà ulteriormente arricchità dagli interventi di Elisa Guzzo Vaccarino sui rapporti tra il Tango e la Danza Contemporanea.
Le risorse della musicologia comparata saranno invece impiegate da Stefano Zenni nella sua conferenza dedicata all’eredità di Astor Piazzolla (9 aprile). Anche qui saranno messe in luce le relazioni del Tango con le tecniche formali della musica classica e del jazz, ovvero la fusione di mondi e culture musicali differenti in un unico gesto musicale che si fonda sulla danza, quindi di nuovo sul corpo, e che al tempo stesso la trascende.

© Marco Castellani, febbraio 2003

Teatro Regio Di Torino - Foyer del Toro
2 aprile 2003, ore 17.30: Tango: la Danza
9 aprile 2003, ore 17.30: Tango: la Musica
www.teatroregio.torino.it

 

Di nuovo l'anima sulla strada

Due ulteriori recite di Desdelalma ai primi di aprile in Italia. La prima, leggermente ridotta per i limiti del palcoscenico, sarà presentata a Belluno per il benefico Festival Transculture mentre la seconda avrà luogo nell'ortodosso Teatro Lux di Camisano Vicentino. In entrambe vi suonerà il giovane bandoneonista Jean-Baptiste Henry, allievo prediletto di César Stroscio, nonchè unico musicista di Tango con diploma, medaglia d'oro e menzione d'onore al Conservatorio di Paris Gennevilliers.

DESDELALMA
coreografia di Mariachiara Michieli
musiche di Maximo Mori, César Stroscio e Astor Piazzolla

ballerini: Silvina Aguera e Sebastian Romero  Silvia Vaccaro e Mariano Suazo
bandoneòn solo: Jean-Baptiste Henry 

 

Scuola Tangueros al via

In questa prima settimana di marzo cominciano i corsi della Scuola Tangueros a Milano e riprendono quelli di Mestre secondo il seguente calendario:

SCUOLA TANGUEROS
insegnante: Mariachiara Michieli
assistenti: Silvina Aguera e Sebastian Romero

informazioni & iscrizioni
tel. 02 4989919 (segreteria telefonica) tel. 335 208782
email: escuela@nctangueros.com

 

Mercoledì delle Ceneri

Solo se si guardano in faccia le maschere che celano la verità della violenza si può veramente delegittimare l'istituzione statuale della guerra. La verità popolare che, le azioni militari, le considera demenziali macelli è stata vigente fra noi ma solo sino a quando non è stata ammutolita perchè non traesse la conseguenza - corrente un tempo fra socialisti e anarchici - che nelle pubbliche vicende e istituzioni senza troppo accorgecene conviviamo quotidianamente con orribili criminali di pace.
La gente, e i suoi organismi politici o sindacali, che non scende in piazza a contrastare la partecipazione delle nostre forze armate alle spedizioni di polizia "internazionali" e che anzi continua a dare la sua scheda a chi l'ha promossa o tollerata, quella gente non è nè vile nè ipocrita. In un'area crepuscolare della coscienza, crede invece che ascriversi al campo della violenza sugli altri, sui più e più lontani, sia autodifesa dei propri, anche minimi privilegi. Pensa che è giusto ossia inevitabile - come diceva Alcibiade nel dialogo platonico - che la sua felicità pesi agli altri.

Franco Fortini, 21 giugno 1991
in "Disobbedienze II" - © Manifesto Libri


NCTANGUEROS

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