The Tangueros Monthly Newsletter
edizione italiana - dicembre 2002

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L'eredità Todaro

La tradizione di tutte le generazioni scomparse pesa come un incubo sui cervelli dei viventi e proprio quando sembra ch'essi lavorino a trasformare se stessi e le cose, a creare ciò che non è mai esistito, proprio in tali epoche di crisi rivoluzionaria essi evocano con angoscia gli spiriti del passato per prenderli al loro servizio; ne prendono a prestito i nomi, le parole d'ordine per la battaglia, i costumi, per rappresentare sotto questo vecchio e venerabile travestimento e con queste frasi prese a prestito, la nuova scena della storia.
Karl Marx, Il 18 Brumaio di Luigi Bonaparte

Antonio Todaro, come Balanchine, pensava che la Danza fosse fine a se stessa e che in se stessa trovasse tutte le sue ragioni d'essere. Il grande Artefice del Tango moderno, al pari del grande Artefice della Danza moderna, con il movimento non si propose di esprimere altro che il movimento stesso; eppure, la sua visionaria concezione del pas de deux, la celebrazione tecnica dei fasti del corpo, i mirabolanti precipitati della sua immaginazione, giunsero a svelare la poesia e l'intima bellezza del gesto umano più di ogni simulazione espressionistica. Balanchine dovette affrancarsi dai vincoli della Simbologia ballettistica, Todaro dal sentimentalismo, che tra tutte le perniciose chincaglierie accatastate sui Tangueros è all'unanimità la più "gringa". Nel vero Tango infatti, l'anima deve sgorgare con discrezione e, quando si soffre, si soffre di soppiatto. Quello di Todaro è in questo senso un Tango paradossalmente "liso", ancorchè sofisticatissimo: di una purezza e di un nitore tali, da non essere infirmato nemmeno dalla patente complessità delle sue forme.
Attraverso i passi, le figure e le sequenze definite in cinquanta anni di Officina, Todaro dotò di lessico, sintassi e frasario essenziale la generazione più rivoluzionaria della storia del Tango ballato (quella di Petroleo, Finito, Cacho Lavandina). Le giovani generazioni invece, più pratiche e mercantili, non si sono lasciate intralciare dai malintesi della patrologia, nè dalle lungaggini dell'apprendimento. Hanno avocato, questi sì, i titoli di successione dei Maestri e ne hanno rovistato i forzieri, mettendo indebitamente mano al lascito. Il risultato è che ora i prodigiosi congegni mobili Todariani sono sviliti a Corrientes come a Broadway, in certe "sparkling variations" scevre da scrupoli ortografici, o negli euforici numeri d'attrazione delle milongas, che tanto servono a "impresionar la gilada".
Fino a quando è stato custodito dal corpo vivo e collettivo del "baile", il primato dell'Opera di Antonio Todaro non ha potuto essere scalfito dagli strafalcioni dei suoi presunti esegeti; e nemmeno l'autorevolezza del suo magistero ha potuto essere abrogata dall'incompetenza degli esportatori. Ora però che la Musa d'Asfalto del Tango non abita più alla milonga, e che stile, senso estetico, eleganza, e invenzione hanno cessato di essere le materie obbligatorie dell'Ateneo Notturno, le fantasmagorie di Antonio si avverano più sui palcoscenici di teatri e festival di danza che non sulle piallate piste dei club di barrio: un trasloco preterintenzionale dal naturalismo all'illusione consapevole che non ha comunque convinto Tersicore a chiudere la succursale di Villa Urquiza.
Balanchine pensava, mentre Todaro ne era sicuro, che tutta la Danza tendesse al pas de deux. Nei territori protetti del Balletto, i suoi continuatori hanno negli anni elaborato un linguaggio all'altezza di questo corpo minimamente sociale. Nei periferici distretti del Tango invece, per nulla esposti al rischio di stanziamenti statali, i continuatori di Todaro proprio da tale altezza sono partiti. Nei primi, gli specializzati corpi dei danzatori contemporanei, altrimenti indeclinabili, sono incoraggiati dal coreografo a ritrovarsi in un abbraccio a loro estraneo e a significarsi, come nel caso del nostro prediletto Forsythe, nel movimento che deriva dal dibattito tra un equilibrio forzatamente socializzato e la legge dei gravi. Nei secondi, i corpi veri e terreni dei Tangueros, in vantaggio poichè dall'infelicità e dalla mancanza e dal desiderio sono modellati, si completano in un abbraccio che tutto spiega e rivela. Da una parte l'aggiornato Stato dell'Arte, per non dire l'Arte dello Stato, della danza a due; dall'altra, la coppia millenaria che ci parla della verità della vita. 
Grazie ad Antonio Todaro questa verità fu "visibile", ebbe finalmente grazia ed eloquenza; oggi riecheggia con il formidabile glamour dell'antiretorica negli spettacoli della Nueva Compania Tangueros di Mariachiara Michieli, la quale ha creato in pochi anni un repertorio che perlomeno ci permette, anche nel Tango, di discorrere di coreografia e composizione. Il che non è poi poco.
L'eredità Todaro dunque, seppur taroccata e contrabbandata sotto specie in che tutti, anche i nemici, potevano apparentemente operare, nascondeva invece uno strumento a ben altri destinato, una lima nella pagnotta dell'ergastolano: solo chi l'ha veramente cercata, e per questo meritata, ha potuto infine appropriarsene e usarla per la propria liberazione.

© El Moplo - Buenos Aires 2002
trad. Marco Castellani

 

Turcos en la neblina

I più affezionati lettori della nostra Newsletter ricorderanno senz'altro El Moplo: milonguero di Lugano Buenos Aires, ex archivista della polizia settore A-L, organizzatore di milonghe tra cui il leggendario L.C. Club (Ladròn Conocido, ossia Il Recidivo, dal titolo della rivista che pubblicava le strofe di Evaristo Carriego agli inizi del 900), e soprattutto inesauribile esperto del Tango e dei milongueros. Del Moplo avevamo già pubblicato nel 1995 un'intervista sulle tecniche e codici in vigore nelle milonghe di Buenos Aires, le cui verosimili indicazioni furono così applaudite da essere in seguito introdotte nella stessa capitale argentina, e una serie di note brevi su argomenti d'attualità, come la milonga con traspié, sin traspié e mas o menos de traspié, il Tango Pallettizzato o Apilado, il Kiosk Management, il T-Business, il milonguero modello girevole e non.
Dopo un lungo periodo di irreperibilità, ora El Moplo è pressapoco ricomparso nella Bay Area californiana (secondo Oscar Wilde, si ricompare sempre a S.Francisco), per la precisione a Santa Rosa, agli etilici margini della wine county. Qui, con il musicalizador T-Jay Locatelli, ha dato vita al Bail Milonga, un locale di successo che grazie all'imperfetta conoscenza dell'inglese, o forse per precedenti accordi con l'amministrazione carceraria, si è ben presto riempita di milongueros su cauzione. El Moplo è inoltre titolare di un seguitissimo blog sul Tango (ndr. di cui non vi forniamo l'indirizzo elettronico poichè è in corso un nostro tentativo di acquisizione editoriale), da dove risponde ai quesiti degli utenti nella rubrica Turcos en la neblina.
Ebbene, siamo lieti di annunciare che El Moplo, con il sorvegliato articolo su Antonio Todaro che egli ha avuto l'accortezza di scrivere e noi la gioia di anticipare ai nostri lettori come strenna natalizia, ha riconquistato la carica di Critico di Danza della Tangueros Quarterly Review.
A presto dunque, e Buone Feste.

Jean Fajean - Milano, Natale 2002

 

Scuola Tangueros

Sono una ballerina. Per me non c'è niente di facile.
Pina Bausch in "Parla con lei" di Pedro Almodovar

La Scuola Tangueros è da oltre un decennio la Scuola interna della Nueva Compañia Tangueros. Tutti i ballerini argentini che in questi anni hanno fatto parte della NCT si sono formati e si sono perfezionati sotto la guida di Mariachiara Michieli. A partire dall’Ottobre 2002, con il trasferimento della sede della Compagnia da Buenos Aires a Milano, la Scuola Tangueros apre le sue porte a tutti coloro che desiderano ballare bene il Tango, dai ballerini con ambizioni professionali ai romantici ballerini di pista.
La Scuola Tangueros propone regolari corsi di studio, lezioni di tecnica individuale e di coppia, stages a scadenza mensile, workshops intensivi e corsi tematici in diverse città italiane: un metodo di lavoro coerente e approfondito a disposizione degli Artisti dell’Abbraccio. E anche un’ eccezionale opportunità per potersi avvicinare all’inconfondibile stile di Mariachiara Michieli, che si basa sugli insegnamenti dei grandi creatori del Tango moderno Miguel Balmaceda, Pepito Avellaneda e Antonio Todaro e sull’eredità preziosa degli elegantissimi milongueros di Villa Urquiza.

 

Il linguaggio del Tango

L'Associazione El Barrio Tanguero e la Società Italiana di Musicologia Afroamericana organizzano a Torino nel periodo compreso tra il 22 febbraio e il 14 giugno 2003 "Il linguaggio del Tango dalle origini a Piazzolla - Secondo Corso di interpretazione del Tango per strumentisti". La prima parte del corso, incentrata sull'analisi del Tango tradizionale attraverso l'arrangiamento musicale, sarà tenuta dal nostro Claudio Pino Enriquez, chitarrista del Trio Esquina di César Stroscio, nonchè docente di Tango d'ensemble al Conservatorio di Parigi Gennevilliers. La seconda parte, rivolta alla corretta interpretazione delle musiche di Astor Piazzolla, sarà invece condotta dal grande bandoneonista Juan José Mosalini. Al corso strumentale sono affiancati seminari di approfondimento a cura del musicologo Stefano Zenni e del contributor della TQR Marco Castellani, il quale gentilmente ci informa in anteprima che il 19 aprile terrà una conferenza dal titolo: "Storia dell'Orchestra Tipica: dal libro di Luis Adolfo Sierra alle ultime eclatanti novità".
Un concerto-saggio degli allievi concluderà l'interessante iniziativa.

Informazioni: El Barrio Tanguero
tel. 0118987517  email: sam@inrete.it 
www.geocities.com/barriotanguero  www.sidma.it

 

Poeti a Firenze

Ricordo che da piccolo dicevo a mia sorella: "Ora andiamo a casa, ubbidiamo e così ci premiano".
Le stesse intenzioni hanno convenientemente animato i partecipanti al recente Firenze Social Forum: in un paese in cui anche i governanti e i loro famigliari più prossimi sono spesso vittime di calunnie, le mani altrimenti insurrezionali dei Disobbedienti Organizzati hanno scritto slogans sui muri dei magnifici monumenti rinascimentali destinati alla cartolarizzazione... con i gessetti colorati.
Il premio non si è fatto attendere.


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