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The
Tangueros Monthly Newsletter |
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Venti di guerra
In occasione della ripresa dei corsi di Tango di Mariachiara Michieli - ai quali dedicheremo senza indugio un articolo in questa medesima Newsletter - volentieri scoviamo, raddrizziamo, emendiamo, insomma riscriviamo e pubblichiamo gli appunti che Marco Castellani annotò due anni or sono a margine di un seminario sulla danza sociale. Allora come oggi, la guerra non era altro che la continuazione dell'economia con gli stessi mezzi.
Si dice Danza di Società, ma si intende danza di una (certa) società.
Quante cose ci sono in un minuetto! – scrivevano gli Enciclopedisti nel Settecento a proposito degli intrighi di corte e delle relazioni pericolose perfezionate durante quei passi conversati. Più tardi, altri videro nelle frenetiche piroette del valzer addirittura i riflessi dello spaesamento determinato dal Congresso di Vienna. Per non parlare poi dell’innocua furlana delle nostre parti o delle infinite forme che il folklore assume nelle diverse latitudini.
La danza sociale, dunque, non solo rappresenta una società, ma ne ribadisce l’ordine e le gerarchie.
Quando invece più di cento anni or sono, nelle nascenti metropoli del Rio de la Plata, comparve il Tango Argentino, fu subito chiaro che quello che irrompeva nella storia non era un corpo sociale, ma il corpo tout court, il corpo soggettivo ed individuale, fatto di carne, sangue e desiderio. Dopo una prima fase dominata dalla sensualità, una specie di sorpresa di trovarsi abbracciati senza mediazioni, il Tango si è via via sviluppato in una miriade di stili, di posizioni, di figure, di passi, ovvero in tutto un repertorio di variazioni sul tema dell’abbraccio.
Oggi, come cento anni fa, un uomo e una donna si avvinghiano stretti per camminare insieme lungo una vita concentrata in tre minuti. Questi due loro corpi uniti esprimono, come un milonguero diplomato suole spesso dire, la necessità dell’abbraccio, la necessità di non rimanere soli, di resistere ai venti di guerra, alla schiavitù, alla miseria e al dolore, all’impotenza a cambiare il proprio destino.
Se la grande Arte Romantica prescrive identità tra l’Artista e la sua opera e fa della danza un’illusoria forma di vita che inevitabilmente finisce nel disinganno, il Tango proprio da questo disinganno trae origine e fa della vita una forma di danza. Nessun altro ballo al mondo ci tocca tanto in profondità quanto il Tango. Ci basta vederlo ballare bene e con sincerità una sola volta, per accorgerci che i ballerini hanno il nostro volto e che quelle figure sono in realtà le millenarie movenze della coppia umana.
Le ragioni del successo planetario del Tango forse sono tutte qui, in questa sua capacità di far vibrare le corde più intime del nostro cuore. Per ballarlo non abbiamo bisogno di un corpo specializzato: il Tango ci accetta così come siamo... (continua)
Incipit e pedalare
Parafrasando le prime righe di Anna Karenina, comproviamo che tutte le pubblicazioni puntuali sono puntuali nella stessa maniera, mentre quelle impuntuali lo sono in modo tra loro diverso. E dato che, come osservava Macedonio Fernandez, il campo dell'impuntualità non sta solo nel postpuntuale, zona del tardivo, ma anche nel prematuro, zona dell'ancor verde, The Tangueros Quarterly Review preferisce adottare la puntualità compensatoria e fornire ai propri lettori gli anticipatissimi contenuti del settimo numero, che chissà poi quando uscirà.
Meglio
starci attenti di Alberto
Arbasino
La cautelata recensione della Tango-operita che porta jella
Poeta
e Boxeur di Arthur Cravan
Un'elegia in tre rounds del nostro corrispondente preferito
Ascendenze
del Tango di Jorge Luis
Borges
Un saggio la cui pubblicazione non è mai stata autorizzata in precedenza
e neanche adesso
Un
fiore d'acciaio di Michela
Fregona
Da Anime Altrove, il ritratto di Mariachiara Michieli
Buenos
Aires-Paris di César
Stroscio
Tango e Bandoneòn nella storia personale del grande bandoneonista
Un
Gentiluomo di Fortuna di
Marco Castellani
Corto Maltese a Buenos Aires
I Tangueros nel Nord Est
Mariachiara
Michieli, assistita da Silvina
Aguera e Sebastian Romero, ha ripreso la scorsa
settimana i corsi di Tango a Mestre/Venezia. Le lezioni di quest'anno avranno
scadenza settimanale e si protrarranno fino alla fine di maggio 2003, con una
sola pausa in febbraio in coincidenza con la tradizionale tournée invernale
della Nueva Compania Tangueros. Un'altra novità è
costituita dal particolare indirizzo didattico che Mariachiara
intende imprimere ai corsi: essi saranno imperniati sull'applicazione "in
pista" dei passi e delle sequenze. Un vero e proprio know-how milonguero
nell'inconfondibile stile di Villa Urquiza.
La presenza della NCT in questa importante area geografica
sarà amplificata dai prossimi corsi che inizieranno fra breve a Belluno e a
Treviso. Ecco intanto le informazioni d'attualità:
Corso di Tango Argentino
insegnante: Mariachiara Michieli
assistenti: Silvina Aguera e Sebastian Romerotutti i giovedì, presso il Fitness Village di Piazzale Candiani, Mestre
20.30-22.00: livello intermedio
22.00-23.30: livello avanzato
tel. 041971442 - segreteria
tel. 335.5920889 - Luciano Mamprin