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The
Tangueros Monthly Newsletter |
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The Tangueros touch
In
su la scena
mosse guerra ai
tiranni
Giacomo Leopardi
In
attesa del fatidico settembre, la Nueva Compañia Tangueros festeggerà
il decimo anniversario del suo rinomato Tangueros Touch con un breve e
selezionato tour che culminerà con la performance di CATALOGO alla Biennale
di Venezia. Sarà questo uno spettacolo celebrativo che raccoglierà le
migliori coreografie di Mariachiara Michieli e le musiche più belle di
un repertorio davvero unico.
Possiamo
fin d'ora garantire agli spettatori che tale rievocazione non cederà il
passo a balorde elegie alla Proust, eluderà la poetica del ri-andare, e non
si gioverà di esclamazioni alla Pablo Neruda, che è sempre stato fautore dei
vocativi a festone. Lo sguardo della NCT è piuttosto rivolto
al futuro: nel corso della tournèe verrà infatti presentata l'anteprima di
una nuova creazione dal titolo SLUMS/Bajofondo, con le
musiche di Astor Piazzolla e Leonard Bernstein. Un ulteriore tassello di
quella mappa del cuore del Tango che la Nueva Compañia Tangueros
viene disegnando da un decennio, appunto.
Questo il calendario:
9 luglio: Ascona (Svizzera)
10 luglio: Parma
11 luglio: Bollate (Milano)
23 luglio: Firenze
30 luglio: Sommacampagna (Verona)
1 agosto: Bassano del Grappa (Vicenza)
3 agosto: Pescara
5 agosto: Gaeta
13 agosto: Dolceacqua (Imperia)
19-23 agosto: S.Germain l'Herm (Francia)
26 agosto: Venezia
TQR finalmente on line
Speriamo
che i nostri devoti abbonati non ci abbiano già abbandonato. The
Tangueros Quarterly Review, il periodico preferito dai lavoratori del
telo Eydos, l'unico trimestrale che esce ogni
sei o sette mesi, non potendo gareggiare in scemenze con The
Tango Currier riesce però ad essere ancora più impuntuale.
Del resto il nostro innocuo competitor, vero specialista se ce n'è
uno nei passi falsi, ha sospeso il nostro abbonamento: con la scusa che non
troviamo più le ricevute delle rate, vedrete che riuscirà a farcele pagare
una seconda volta, se non addirittura la prima.
Che mancanza di sensibilità verso i nostri abbonati! Alla fine abbiamo dovuto
arrangiarci con le solite, inconsapevoli elargizioni degli assi
della letteratura portatile. Ed eccoci qua con il sesto numero:
Indiscrezioni
di Jean Fajean
L'amichevole colloquio con il nostro Direttore
André
Gide di Jean Cravan
Il ritratto di un letterato che spela
I
Rivelatori di Segreti di
Alejandro Dolina
A pensar male si fa peccato, ma ci si prende sempre
Carissimi
Tangheri di Loriano
Pelizzari
Un ennesimo tassello di Milonghe per un anno
Due
poesie di Juan Gelman
E un'introduzione di Paco Urondo
Chan-chan
di Marco Castellani
Corto Maltese, Hugo Pratt e il Tango
Un lettore ci scrive
Egregio
Direttore,
in merito all'articolo "Piazzolla salvato dai Tangueros" di
Marco Castellani (cfr: Il Giornale della Musica del giugno
2002), molte, e tra loro diverse, circostanze m'impongono d'intervenire. Non
mi sembra il caso di sfoggiare erudizioni proprio a casa dell'impiccato, ma ha
ragione l'autore: il Kremer non viene a patti con il paesaggio porteño.
Secondo il Diccionario del Argentino exquisito di Adolfo Bioy
Casares "en pantoufles" è un'estensione negligente che
definisce appunto l'applicazione errata che una persona ignorante fa di una
parola di origine colta, per non averne inteso il vero significato. Meglio di
così non si può dire.
Quanto poi alle esecuzioni agonistiche di Galliano, credo che sia stato
Alberto Savinio a scrivere: "Il jazzista suona un tango come il
cacciatore va a caccia, con il gusto della domenica cinegenetica e sana. Ogni
tango di jazzista dovrebbe essere seguito da una polenta con uccelli,
accompagnata da grandi sbevazzate e storie di altri tanghi impallinati."
Lettera Firmata M.C.
Un nuovo co.co.co. ci scrive
Dal nostro inviato speciale - Va bene assegnare alla Critica compiti subalterni di descrizione dell'Opera, magari "per migliorarla!", ma senza caparra, o senza almeno un'impegnativa, questa pièce che porta malissimo a chi l'esegue e a chi v'assiste è meglio che la recensisca il già disabile, el berreta come si dice a Buenos Aires, che è poi quello che prevede la contrattualistica nazionale. La Maria di Piazzolla e Ferrer allestita a Ravenna e Bologna, tra nobildonne che vivono tutto l'anno nelle anse saccarifere dell'Eridano e miliardari padani propensi al ciliegio piallato, è di una jattura tale che nemmeno i trecento corni purpurei dei fratelli De Rege potrebbero attenuarne la nocività. (continua nella TQR n.7)
Alberto Arbasino (un altro)