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The
Tangueros Monthly Newsletter |
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Pipistrelli di qualità
Dalle
rive del fiume Krk – Meno male che le fronde
degli emancipati ippocastani dalmati mitigano la temperatura del meriggio e
inibiscono parzialmente la deprecata combustione del vostro corrispondente
e del suo ingualcibile Montecristo (è un cappello). Il Krk gioca le sue carte
mentre un cielo gravitante d’inoppugnabile azzurro si rispecchia a ripetizione
in tutte le quarantadue consecutive cascatine: non faccio per vantarmi, ma è
una gran bella giornata. Al riparo in una grotta non sprovvista di diverse
specie di pipistrelli, alcune delle quali, mi dice la guida, godono di buona
reputazione tra gli intenditori e sono da essi ritenute di pregio –
evidentemente anche tra questi calvi mammiferi topiformi, come tra i professori
di Tango, prevalgono i chantas – mi accingo a redigere, seppur in
vacanza, la rassegna stampa del torrido tour estivo della NCT.
Ineluttabile destino dell’homme
de lettres! Nonostante un abile pseudonimo che omette le vocali, la
nuova pettinatura, l’abbigliamento da rabdomante e la preventiva subornazione
del postino, un cablogramma postage due mi ha ugualmente raggiunto a
dodicimila miglia dalla redazione sottraendomi alla certificata balneabilità di
questi stabilimenti tanto ben descritti, almeno così si crede, nelle
sgrammaticate veglie di Finnegan e imponendomi di “coprire” i Tangueros.
Ebbene,
caro lettore, ecco quanto i miei illustri colleghi hanno scritto della
fantastica tournèe di cui sopra.
Buone vacanze!
Michieli, sacrosanto colpo di giovinezza al tango
Il Festival de Marseille chiude in bellezza in due sere consecutive con uno spettacolo fedele allo spirito della danza sudamericana e allo stesso tempo brillantemente innovativo
Il Festival de Marseille rilancia sempre quando meno te l’aspetti. Il gran finale con lo spettacolo di tango è un appuntamento oramai tradizionale nella Cour de la Vieille Charité. Tradizionale, avete detto? Non avete fatto i conti con il temperamento di Mariachiara Michieli spalleggiato da Carel Kraayenhof. La prima, che abbiamo visto in tutta la sua sfolgorante bellezza solo durante i saluti finali, è una coreografa italiana, nata a Venezia 37 anni or sono, ma che ha sposato la causa del tango già dal 1987 soggiornando lungamente a Buenos Aires prima di ritornare dalle nostre parti con la buona novella. Il secondo invece è un virtuoso del bandoneòn, lontano cugino della fisarmonica. Nel 1988, in Olanda, co-fonda il Sexteto Canyengue, ovvero il primo sestetto di tango in Europa. Quasi dieci anni dopo, nel 1998, avviene l’incontro con la Nueva Compania Tangueros diretta da Mariachiara. Da allora, il secondo accompagna la prima sulle scene. Il risultato? Una ventata di sconvolgente freschezza, un formidabile viaggio nel paese del tango, pienamente espresso in tutta la sua nobiltà da interpreti eccellenti e rivisitato secondo gli illuminati canoni contemporanei. Il pubblico ha avuto quindi ragione, per due sere consecutive, a decretare il trionfo a queste Cuatro Noches dove si ritrovano tutti i codici del genere seppur decontestualizzati a vantaggio di uno sguardo per nulla convenzionale e liberato. Petto in fuori e capelli impomatati da un lato, vestiti rossi con lo spacco e tacchi a spillo dall’altro, tutto il tango è qui, ma intriso di una morbidezza infinita, con movimenti d’anca e gambe in grand jeté, come se fossero prive di articolazioni. Pas de deux e coreografie d’ensemble evitano la monotonia degli abbracci standardizzati giocando anche la carta del distacco e dell’ironia. L’orchestra è della partita con le sue esecuzioni sfrenate, anche nelle incursioni nel repertorio classico. Dopo l’intervallo, all’inizio della seconda parte, il colpo di grazia e l’incantesimo di un approccio contemporaneo ispiratissimo, con i ballerini che volteggiano in scarpine da danza !
Un regalo davvero indimenticabile.
Patrick Merle - La ProvenceNueva Compania Tangueros, un vento di seduzione
Uno spettacolo condotto con un'eleganza e una misura davvero inusitati, quasi le vie della passione cercassero un'espressività radente, misteriosa, volutamente sotterranea e segreta, fatta di allusioni, cenni morbidi e leggeri, riverberi luminescenti, di anime melanconiche e inquiete. Accompagnata ed esaltata dal Sexteto Canyengue, la Compagnia ha scoperto le sue carte in progressione, rivelando tra le pieghe di una maschera ricca di chiaroscuri e dolci struggimenti, una tecnica rigorosa, elegante, attraversata da un'energia fresca e originalissima. Il Tango della tradizione è al contempo vicino e lontanissimo. Nelle coreografie di Mariachiara Michieli, veneta d'origine ma oramai argentina nell'anima, c'è infatti un vento nuovo. Modi, tempi, sostanza e colori hanno qui scansioni morbide e sfumate. I ballerini si muovono con delicata scioltezza, distanti da ingessature formali, con una libertà che innesta un'atmosfera davvero insolita nelle traiettorie di una danza che pure conserva intatte le radici del suo canto antico. Estro, espressività, salti, intrecci rapidissimi di gambe e braccia si compongono in una sorta di arazzo rilevato e cangiante, che ha forse il suo momento più frizzante e imprevisto quando la danza si svincola dalle costrizioni imposte da scarpe e tacchi a spillo per proporsi a piedi liberi, in un movimento che sembra avvicinarsi alla danza moderna. In realtà il gioco è molto più sottile, dal momento che il Tango, anzichè stravolgere se stesso, si esalta in una dimensione in cui creatività, misura, intelligenza e sobria eleganza tracciano camminamenti arditi e fierissimi.
Maurizia Veladiano - Il Giornale di Vicenza
Prossimi appuntamenti
La NCT si trova attualmente a Venezia ospite della Biennale per le prove di Corazon Quebrado (Milonga dei Cuori Infranti). Lo spettacolo, che era stato creato lo scorso anno per il Festival di Nervi-Fondazione Teatro Carlo Felice, verrà allestito con i nuovi ballerini per il Festival di Neuchatel. Al momento di andare in macchina, ancora non si esclude un'anteprima fuori programma per la stessa Biennale Danza.
20 e 21 settembre: Corazon Quebrado - Nouveau Theatre de Neuchatel
29 settembre: Tangueros Cuatro Noches - Nouveau Theatre de Chiasso
The Tangueros Quarterly Review n. 4
Ancora qualche giorno di pazienza: il quarto numero della TQR è pressochè in dirittura d'arrivo. Questo ne è il sommario:
Bomberos
di Jean Fajean
Il Tango nell'era della sua irriproducibilità tecnica
Milonga
Nacional di Juan Luis Borges
Ultima puntata delle peripezie del ballerino più colto di Buenos Aires
El
yeite di Alejandro Agresti
Il racconto che inaugura la rubrica Milonghe per un anno
Virulazo,
trucioli del palcoscenico di Marco Castellani
Il ritratto del più celebre dei milongueros
Il
Figlio del Santo di Juan
Villoro
Una recensione dall'eclatante show business yucateco
Giorni
di Tango di Marco Castellani
Post-fazione al primo libro fotografico di Lucia Baldini
Atendidos por su dueño
La Patagonia ha l'esterno in Argentina e l'interno in Svizzera
La recente tappa genovese e le successive performances minori nella tournèe mondiale dei G8 se da un lato adempiono alle ordinarie obbligazioni strategico-amministrative di ogni moderna banda internazionale (divisione del bottino, progettazione di nuovi colpi, etc.), dall'altro rivelano che il Dominio Reale del Capitale - secondo quanto Giorgio Cesarano aveva lucidamente pronosticato già trenta anni or sono - è uno spettacolo totale che ci coinvolge come specie, al punto che non è più possibile per nessuno - classe, movimento o religione - chiamarsi altro. Lo stato delle cose, lungi dall'essere abolito, è semplicemente realizzato da un Capitale che non ha alternative visibili (men che meno tra gli estimatori di quel sudaca cinco estrellas di Manu Chao). La negazione delle libertà costituzionali, la sospensione unilaterale dei trattati, la brutalità istruita della polizia, le astute provocazioni stradali, i questurini che con pochi tocchi di maquillage si camuffano da punkabbestia, il sequestro di persona, gli arresti e i processi sommari - quello contro i mimi austriaci è forse configurabile come eccesso di concorrenza sleale - sono tutte tecniche sperimentate e ancora redditizie. La vera novità è semmai nel modellino zona rossa, imposto manu militari ai democratici carrugi, ma già vigente in numerose zone del pianeta e prossimamente disponibile su scala appunto globale: da qualunque parte vi ritroviate, quella dei ricchi o quella degli indebitati, state pur certi che sarete come a Genova atendidos por el dueño, serviti personalmente dal padrone.