TQR16: 14 dicembre 2009

 

TQR N° 16 - Descuajeringuados

 

Poissons à la figure di Jean Fajean
Nessuno più del portavoce Capezzone dà l'idea del pupazzo sulle ginocchia di un ventriloquo. Ma tempo fa, quando ancora parlava in grembo radicale, assomigliava di più alla vecchia macchietta del Maliardo, creata da Carlo Dapporto nel primo dopoguerra. Il Maliardo, ovunque andasse, veniva sempre trattato a pesci in faccia, o a "poissons à la figure", secondo la sua delicata ricostruzione. Da qui il pretesto per questa breve apologia dei fischi critici.

Elogio della rinuncia di Alejandro Dolina
Dopo gli elogi alla disfatta, all'impostura e all'amore impossibile, Alejandro Dolina completa il bouquet curricolare del perfetto Gentiluomo di Sfortuna tessendo le lodi della rinuncia. I molti di noi che non vanno orgogliosi di ciò che hanno fatto nella vita, potranno qui trovare una comoda scappatoia per potersi finalmente vantare di tutto ciò che, a nostro dire, non abbiamo voluto fare.

Cane mangia cane di Juan Sasturain
I nostri lettori già conoscono l'acuminata penna di Juan Sasturain. Maestro del linguaggio popolare, come quasi tutti a Buenos Aires, e laureato in asfalto, marciapiedi e vecchi caffè all'università della strada, come proprio tutti a Buenos Aires, Sasturain è anche un luminare in tecniche di sopravvivenza metropolitana e consulente in espedienti e lavoretti. Qui ci racconta di un interessante businessino messo su a Mar del Plata da un imprenditore del settore balneario, il leggendario Klondike.

Hasta la victoria siempre di Emanuela Audisio
Per avere successo nella vita, perdere non basta più. Se vuoi eccellere, devi straperdere, diventare il numero uno dei perdenti o quantomeno l'ultimissimo dei vincenti, il che è poi lo stesso. Prendere delle normali batoste, non serve a niente: sguazzerai sempre a centro-classifica, insieme a tutti noi, i poco interessanti sconfitti quotidiani. Questa invece è la storia di uno che ce l'ha fatta, un trionfatore a suo modo, uno così spesso al tappeto che il suo manager affittava le sue suole come spazio pubblicitario. Signore e Signori, ecco a voi Peter Buckley, the King of Losers.

L'arte dell'incontro - parte 2 di Alejandro Agresti
Gli uomini muoiono di fame ma si ammazzano per amore. Inizia così, con questa frase altisonante, uno dei migliori film sul ritorno dell'Argentina alla democrazia. Si tratta di "Buenos Aires viceversa" di Alejandro Agresti, un autore che non si limita a sprecare il suo talento con la Disney, ma lo butta a mani basse in ogni cosa che fa. Eccoci dunque arrivati alla seconda e ultima puntata del suo novelòn balcanico iniziato nel numero 12 della TQR, quello intitolato Le Muse a Buenos Aires.

La nuit dei morti viventi di David Sedaris
Un umorista classico, di quelli che fanno ridere con poco e niente e talvolta sorprendono per la profondità d'osservazione. Forse non è il caso del raccontino che a seguito pubblichiamo, ma nella produzione di David Sedaris troverete certamente di che ridere e sorprendervi in abbondanza. Qui invece si parla di splatter casalingo, o meglio della produzione involontaria di un orrore che fuori dalle mura domestiche, nella realtà vera, sembra trovarsi benissimo. Al giorno d'oggi, infatti, quale persona sana di mente può dire di non essere paranoica?

La verità sul caso Locatelli di Eduardo Mendoza
Alcuni abbonati ci hanno scritto mettendo in dubbio la veridicità, per non dire l'esistenza stessa, di Tj Locatelli, di professione disc-jockey manicomiale e saltuario contributor della nostra rivista. E' mai possibile - ci chiedono - che l'autorevole critico musicale della TQR sia rinchiuso tra quattro materassi? Ebbene sì. Senza nulla togliere alle legittime aspirazioni dei suoi colleghi, Locatelli è per ora l'unico musicalizador ad essere stabilmente ricoverato al Borda della calle Vieytes. Quella che segue è la sua autobiografia scritta da Eduardo Mendoza, uno che lo conosce bene. Prendetela pure per oro colato.

Di pugili e poeti di Marco Castellani
Di Vinicio Capossela parliamo spesso e volentieri, non solo perché è nostro amico, e la sua amicizia è già di per sé un giudizio e un vanto, ma perché Vinicio - quando vuole o quando si ricorda - è anche un grande tanguero. E' da poco uscito un suo libro scritto a quattro guantoni insieme a Vincenzo Costantino Chinasky. “In clandestinità” ne è il titolo, Feltrinelli l’editore. E’ la storia di una grande amicizia - la loro - e ci sono pure delle foto per quelli che vogliono sempre avere delle prove. Il nostro Marco Castellani ha scritto questa recensione dopo averlo letto per davvero: lo giuriamo anche noi sugli immortali figli del Presidente del Consiglio.