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Tangueros Monthly Newsletter |
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Parole senza importanza
Non sono passati che pochi giorni da quando abbiamo citato le parole di Ernesto Sabato a proposito dei poeti felici che, come Homero Manzi, ancora potevano cantare di “trenzas, almacenes y serenatas de barrio”, ed ecco che ci arriva una sorpresona dai cavernosi archivi del passato: del resto la realtà deve pure avere un qualche fondamento nella finzione. Un pugno di poesie inedite del Poeta di “Sur”, ritrovate e custodite dal figlio Acho da oltre cinquanta anni, sono state messe in musica da Juan Cedròn e appariranno tra breve su un appropriato supporto discografico. Intanto, a esclusivo beneficio dei nostri lettori, pubblichiamo in anteprima due di queste gemme: il grande Homero saprà perdonarcene la maldestra traduzione nella vertiginosa lingua di Petrarca e di Battiato.
Homero Manzi narra storie che non hanno nulla a che vedere con la cronaca.
La capacità di fermare il destino non é di questa o quell’epoca: é dell’eternità - Juan CedrònPALABRAS SIN IMPORTANCIA
Escuchame, al pasar, como yo escucho,
la lluvia que murmura en la ventana,
pensando en algo que olvidé hace mucho,
entre las cosas de la vida vana.Escuchame también como si oyeras,
esa canción que se enredó en tu vida,
y que vuelve de pronto sin que quieras,
y que es más triste cuanto más se olvida.Y piensa que mi voz es tu voz misma,
Y que murmuras lo que ya te dije,
Y que mi vida se encuentra con tu vida,
Y que estamos los dos un poco tristes.Aquí estoy junto a ti, toma mi mano,
no me preguntes para qué he venido.
Piensa que soy tu amigo más lejano,
y que esta noche vuelvo del olvido.Escuchame pensando que estoy lejos.
Nada acerca mejor que la distancia.
No te diré sentencias ni consejos,
Ni escucharás mentiras ni alabanzas.Escuchame, al pasar, indiferente,
como se escucha el ruido en la distancia.
Olvida las palabras que te cuente,
mis palabras no tienen importancia.Ascoltami, quando passi, come io ascolto la pioggia che mormora alla finestra, pensando a una cosa che ho dimenticato tanto tempo fa, tra quelle della vita vana. Oppure ascoltami come se sentissi quella canzone che si è intrecciata alla tua vita e che ritorna improvvisamente senza che tu lo voglia e che è tanto più triste quanto più la si dimentica. E pensa che la mia voce è la tua, e che mormori quello che ti ho già detto, e la mia vita si trova con la tua, e che siamo un pò tristi tutti e due. Sono qui vicino a te, prendi la mia mano, non chiedermi perché sono venuto. Pensa che sono il tuo amico più lontano e che questa notte torno dall’oblio. Ascoltami pensando che sono via. Niente avvicina di più della distanza. Non ti dirò belle frasi e consigli, né ascolterò bugie e bilanci. Ascoltami quando passi indifferente, come si ascolta un rumore nella lontananza. Dimentica tutto quello che ti ho detto, le mie parole non hanno importanza.
EL PUCHO
Bailetín de guitarras en el barrio sencillo.
Corralón de San Telmo con portón de madera.
Una sombra que fuga y otra sombra que espera.
El sainete prepara su final a cuchillo.Con el pucho en los labios mira el nido vacío.
Un resplandor de rabia se encendía en el cigarro.
¡ Pucha...! No haberla visto cuando anudaba el lío
para... como quien dice... para pararle el carro.En la bomba de Canning abrevan los frisones.
Mientras liquida el pucho el mozo los espera.
Pasa un percal recuerdo. Brotan las intenciones
y un cuajarón de sangre queda sobre la acera.Pobre Nicasio Torres, se lo tragó Las Heras.
Las noches de San Telmo no lo ven de hace mucho.
En la paz de las tardes adorna lapiceras
y se aleja en las nubes que le regala el puchoLa cicca - Balli di chitarre nel barrio povero. Stradone di San Telmo, un portone di legno. Un’ombra che fugge, un’ombra che aspetta. Il teatrino prepara un finale di coltelli. Con la cicca tra le labbra guarda la stanzetta vuota. Una fiammata di rabbia gli illumina la sigaretta: cazzo! Non averla vista mentre annodava il casino per, come si dice, fermarle la macchina. Alla fontana di Canning i frisoni si abbeverano. Il ragazzo spegne la cicca mentre li aspetta. Passa un ricordo di percalle. La decisione é presa, e una pozzanghera di sangue rimane sul selciato. Povero Nicasio Torres, se l’è mangiato Avenida Las Heras. Le notti di San Telmo non lo vedono da molto tempo. Nella pace della sera, va in giro a vendere matite e si allontana tra le nuvole che la cicca gli regala.
© Homero Manzi
musica di Juan Cedròn
trad. Marco Castellani
Gauchos in pista
Vedo un futuro che è fatto di questa
gente che proprio non ne sa niente.
Amelia RosselliPrendiamo lo spunto dal passaggio in Italia di due spettacoli in cui si mescolano, e si confondono, Tango e Folklore, per riportare una citazione di Horacio Ferrer in cui, una volta tanto, si dicono le cose come stanno, o forse come stavano prima che la “mafia gaucha” sferrasse il suo mistificante attacco. Dopo anni di interdizione alle piste, è questa una semplice rappresaglia degli “svaghi per cavalli”, come li definiva Macedonio Fernandez, o dietro al birignao tanguero messo sù dai tellurici ballerini del Ballet Nacional c’è qualcosa di più? Se da un lato é da troppo tempo che dobbiamo sopportare le pittoresche mossette nella tanda di chacarera (mai vista prima nelle milonghe pre-turistiche) di coloro che, oltre alla civetteria di fingersi tangueros, esercitano ora la civetteria supplementare di fingersi gauchos, dall’altro cominciamo a intravedere, e a temere, le prime avvisaglie di un revisionismo da campagna. In attesa di un articolo chiarificatore del Moplo, il nostro critico di danza attualmente impegnato in un corso avanzati di Zamba con il suo bravo fazzolettino parlante, leggiamo attentamente quel che scriveva Horacio venticinque anni fa. Come amava ripetere Walter Benjamin, ogni citazione é allegorica.
Folklore: parola composta di origine inglese, da folk popolo e lore, scienza. La parola, perfettamente imprecisa nella definizione, e la scienza, al contrario esattamente delimitata nel suo obiettivo, furono create dall’inglese William John Toms nel 1846. La scienza del folklore, secondo lo scopo che il suo creatore si era prefissato, studia tutto ciò che sopravvive della cultura di un popolo e della sua vita tradizionale (il termine tradizione deriva dal latino tradere, ossia trasmettere). Sono temi del folklore i costumi, i manufatti artigianali, gli utensili, l’alimentazione, le abitudini gastronomiche, le opere e gli stili musicali, figurativi, letterari, ecc., che sono sopravvissuti a un’epoca e continuano a essere vigenti in un’altra nonostante la loro ragione di essere sia scomparsa o dimenticata. Se per definizione gli oggetti del folklore sono popolari e tradizionali, essi sono anche, per la loro natura di “sopravvissuti”, opera di autori il cui nome si è perduto nell’oblio. L’anonimia non definisce però lo “stato folklorico” di un vestito, una ceramica, una ricetta o una forma di danza: è, semmai, una conseguenza. Spesso si restringe arbitrariamente il campo d’azione di questa scienza al solo folklore artistico e in particolare a quello musicale; un’altra forzatura è quella di considerare folklore anche quelle opere che solamente si ispirano a una forma tradizionale del passato per ricrearla nel presente: per queste opere si dovrà piuttosto usare la formula “proiezioni del folklore”. Secondo i principi fondamentali del folklore, né la musica, né la canzone, né lo stile interpretativo, né la danza, in pratica nessuno degli elementi che hanno concorso alla nascita e all’evoluzione del Tango e ne definiscono oggi la morfologia, possono essere considerati come forme di folklore. - Horacio Ferrer, Il Libro del Tango 1980
Un invito della Scuola Tangueros (a cui é difficile rinunciare)
I corsi dell’invulnerabile Scuola Tangueros termineranno a metà luglio per riprendere la prima settimana di ottobre. Per il prossimo anno scolastico si preannunciano grandi novità, tra le quali corsi per piccoli gruppi e una “practica” settimanale gratuita. Intanto però, ecco un’iniziativa già confermata, anche questa riservata esclusivamente ai nostri allievi:
FINE SETTIMANA CON LA SCUOLA TANGUEROS DI MARIACHIARA MICHIELI
17 e 18 settembre, presso il Lago di Mergozzo (Verbania)
Corsi di Tecnica Individuale e di Coppia
Milonga con la selezione musicale di Tj Locatelli
Aperitivo-Conferenza di Jean Fajean: “Il Tango dall’A alla B”
Incontri con Mariachiara Michieli: “Tutto ciò che avreste voluto sapere sul Tango...”
Practica guidataIl tutto si svolgerà in un agriturismo rinomato per la sua alta cucina biologica, la squisitezza della sua ospitalità, l’ombrosità dei suoi alberi di canfora e la potabilità della sua acqua.
La partecipazione è assolutamente gratuita, salvo le spese di vitto e alloggio.Per informazioni sul programma dettagliato:
escuela@nctangueros.com
tel. 335 208782
Juan Gelman ancora premiato
E’ difficile trovare quest’anno un poeta più premiato di Juan Gelman: dapprima il prestigioso Santa Teresa in Spagna, poi il premio della critica all’ultimo Salone del Libro a Buenos Aires quale miglior libro dell’anno, e ora il più importante riconoscimento cileno, il Pablo Neruda, consegnatogli direttamente dal Presidente della Repubblica Lagos. “Di tutti i premi che ho ricevuto - ha dichiarato ripetutamente il Poeta - questo è quello che mi emoziona di più”. I suoi amici, scherzando, gli hanno detto che l’alluvione di onorificenze convincerà ben presto il Banco dei Pegni di Ciudad de Mexico, città dove Gelman risiede, ad aprire una succursale vicino a casa sua. Per un vero poeta, la bohème non finisce mai.