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The
Tangueros Monthly Newsletter |
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Black out
Una
grottesca ondata di calore colpisce l'Inghilterra, titolavano i nostri
colleghi del Times di Londra solo la settimana scorsa. I sudditi britannici
non hanno però dismesso la loro proverbiale flemma: si sono limitati a
scuoiarsi, gettarsi in ogni pozza d'acqua e a nutrire le tigri dello zoo di
Gloucester con uno speciale gelato al sangue di cavallo e di suino. Du gust è
megl che uan.
Dall'altra parte dell'oceano invece, la tradizione del black out totale si è
rinnovata felicemente in tre stati della costa orientale Usa e in due
province canadesi, coinvolgendo cinquanta milioni di persone. Questa volta non
si tratta di terrorismo, ci hanno rassicurato le autorità competenti (ma c'è
chi dice che neanche l'altra volta lo fosse): un fulmine ha colpito la
centrale Mohawk 1 sulle Niagara Falls. E come vogliamo chiamarlo quest'atto di
precisione soprannaturale, compiuto con tecnologia rudimentale da un
ex-alleato con barba bianca dall'alto dei cieli superni? Il problema è che
gli Stati Uniti non sono ancora in grado di bombardare all'insù e che
quei civili che all'al di là sono pervenuti, magari con mezzi autonomi, non
si possono ammazzare più di così.
A Ferragosto insomma, la vita è come sospesa: è il tempo delle diserzioni,
delle abitudini disattese, della normalità abrogata. Quale giorno può mai
essere più propizio alla pubblicazione dell'ottavo numero della Tangueros
Quarterly Review? Un'estate senza scrupoli, i cocomeri di
Athos Pedrazzoni, il sempre meno esclusivo colpo di sole agostano, la certificata
balneabilità della Piscina Comunale, gli intermittenti servigi del
ventilatore ungherese Urban Delight, hanno tutti in ugual misura concorso alla
definizione di questo esaltante palinsesto.
Vogliano gli affezionati lettori gradire i nostri più calorosi auguri di
buona lettura e di migliori vacanze
The Tangueros Quarterly Review n.8
Rassegna trimestrale del Rinascimento del Tango a Buenos Aires e vicinanze
Nemesi
al Palalido di Marco
Castellani
Cronaca del match dell'anno: Vinicio Capossela versus l'Indispensabile
Le
strade del bandoneòn di César
Stroscio
Sessanta anni compiuti lo scorso aprile, cinquantatrè trascorsi con il
fueye sulle ginocchia: il Poeta del bandoneòn racconta la sua storia
Negracha
di Rodolfo Mederos
Un'analisi musicale del tango cardine del Tango Moderno
Tripulante
di Loriano Pelizzari
Le avventure del nostro contributor/marinaio che aveva una ragazza in ogni
porto, tranne che in quello di Buenos Aires
No
contaban con mi astucia di
Cecilia Pavòn
La Sotheby dei cartoneros: mettete mano ai morlacos e accogliete nella
vostra pinacoteca i capolavori della liquidacion.org
Corto
1923 di Marco Castellani
Seconda puntata della storia di Corto Maltese/Hugo Pratt a Buenos Aires
Grazie
delle magnifiche rose di Alberto
Arbasino
L'illustre scrittore si addentra nel Tango show-business e recensisce per
noi i tre pacchi principali della stagione tanguera, a cominciare da Maria
de Buenos Aires.
Anime davvero altrove
Le
statistiche parlano chiaro: l'ottanta per cento dei libri pubblicati viene
ritirato dal mercato dopo pochi mesi per finire nel circuito Remainder's, in
remoti magazzini di stoccaggio o addirittura al macero. Anche se questo
trattamento riguardasse solo i libri che dico io, la notizia non sarebbe buona
ugualmente. A chi può far piacere che un libro, per quanto fastidioso, venga
distrutto? Gore Vidal dice che avere successo non basta e ci vuole anche il
fallimento degli altri: mi sembra però che questo disinteressato punto di
vista riguardi più che altro gli scrittori da classifica, i
"venduti" appunto, ossia proprio quel venti per cento a cui
personalmente darei fuoco.
Questa volta invece, il crudele meccanismo economico colpisce un libro che ho
apprezzato e persino recensito (Anime altrove di
Lucia Baldini e Michela Fregona - vedi TQR
5). Si tratta di un libro fotografico di grande pregio, sia per
la qualità delle immagini di Lucia che per i testi di Michela: è di gran
lunga il miglior libro sul Tango edito in Italia negli ultimi anni. Eppure,
non è arrivato nemmeno a essere distribuito nelle librerie: un editore
taccagno o semplicemente incapace lo ha voluto vendere solamente in Internet.
Anche la comunità tanguera italiana ha le sue responsabilità. Nonostante
siano stati accreditati di un'anima e di una Poesia che sono ben lungi
dall'avere (il Tango, per questi benestanti, è tutt'al più un hobby, un
passatempo da pensionati o nei migliori dei casi un chiosco d'introiti), i
tangueros nostrani hanno ignorato l'unico libro che parlasse di loro. Va bene
che, come dicevano a Proust, non si può pretendere che gli insetti leggano
Fabre, ma, carajo!, almeno guardino le figure.
Jean Fajean