The Tangueros Monthly Newsletter
edizione italiana - settembre 01

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Corazon Quebrado, secondo El Moplo

L'imminente ripresa dello spettacolo Corazon Quebrado al Festival Internazionale di Neuchatel in Svizzera, offre ad un nostro indimenticato collaboratore l'occasione per diramare da Lugano (quella di Buenos Aires, s'intende) il commento ufficiale dei Milongueros su un'abbondantissima diatriba che i lettori non faticheranno a riconoscere. A tagliar tabarri, come si dice da quelle parti, El Moplo no claudica, e men che meno con i suoi perpendicolari colleghi della Quinta del Ñato. Eccovi dunque alcuni estratti dalla lunga intervista che TQR pubblicherà integralmente prima che cada la neve - su Fort Lauderdale il 4 luglio.

Nel Tango non abbiamo a disposizione premi, borse di studio, sovvenzioni o emolumenti, il che stimola un avventuroso rapporto con la vita pratica.
Senza contare l'indotto, ossia la somma delle attività accessorie al baile e più o meno riconducibili alla triade docencia, merca, telo, gli artisti del tango non arretrano di fronte ad alcuna professione: ci sono cantanti che guidano il colectivo, ballerini nel ramo delle pompe funebri, bandoneonisti periti chimici e maestri di tango spie della polizia.
Nuove opportunità si sono però venute a creare con la recentissima arte del Tango Teatrale. Il successo su scala planetaria dello show Tango Argentino di Orezzoli e Segovia del 1983, ha non solo incoraggiato pittori da brocha gorda, violoncellisti e piccoli artigiani a cimentarsi con il palcoscenico, ma ha anche insperatamente fornito loro il modello cui attenersi: un pò bozzetto storico, un pò campionario di attrazioni. Ne è seguita un'ininterrotta serie di sinonimi del meccanismo originario. In attesa che la Musa d'Asfalto si rechi una buona volta a visitare gli esercenti di tali reiterazioni, per il pubblico dei teatri il Tango continuerà ad essere il solito zibaldone di numeri da cabaret e malintesi scolastici.
Di ben altra caratura, più vicino ai nobili linguaggi della Danza e del Balletto, è invece il lavoro della Nueva Compañia Tangueros. Con Corazon Quebrado poi hanno creato un vero e proprio Ballet d'Action con il Tango, integrando mirabilmente il libretto del Pibe Cortazar e la musica di Pugliese con la scenografia e la coreografia. Quest'ultima soprattutto, mi sembra che renda il senso segreto della vita danzata di noi Milongueros, che è quello della creazione continua. Bellezza e sentimento romantico, piuttosto che quel regressivo e puerile Tango peluche che si balla ora nelle tanguerìe di Buenos Aires.

Corazon Quebrado
20 e 21 settembre 2001 - Festival Internazionale di Neuchatel
Nouveau Theatre de Neuchatel, Switzerland
tel. 0041.91.7917315

 

Corazon Quebrado, secondo la NCT

Corazon Quebrado era il nome di una celebre milonga in voga a Buenos Aires alla fine degli anni '40. Vi suonava di solito l'Orchestra di Osvaldo Pugliese, ed era frequentata esclusivamente dai migliori ballerini di Tango della città. Gli appartenenti a questa casta di aristocratici outsiders erano in realtà tangueros un pò speciali: alla Milonga dei Cuori Infranti si era ammessi solo se dotati dello stile elegante che la musica di Pugliese richiedeva e se nello stesso tempo si sfoggiava "un dolore all'occhiello" comprovante quella predisposizione di sentimenti che il nome del locale certo non lascia alla nostra immaginazione.
La storia d'amore di Mauro e Celina, invece, non ha nulla di speciale: un classico "boy meets girl" in balera, o un drammatico "star-crossed lovers" porteño senza balconi o intermittenti veleni; eppure, attraverso i corpi dei Milongueros, che come un coro greco assistono, commentano e a volte contrastano gli accadimenti, la vicenda acquista una certa sua grandezza simbolica: senza il Tango, la vita sarebbe dunque un errore madornale, come osservava Jorge Luis Borges? E che siano in realtà i Milongueros sempre e comunque i veri protagonisti del Tango?Balletto di Tango, Mélo, Feuilleton, Novelòn... con l'amore e la morte di mezzo, le definizioni si sprecano e ogni Tango è di per sè un piccolo melodramma di tre minuti. 
Nelle Tango-Novelas di cinquanta anni fa, la fantasia popolare faceva cantare Rodolfo con la voce di Carlos Gardel e identificava il compadrito del quartiere con il malvagio Uriah Heep. Oggi, i romantici ballerini della Milonga dei Cuori Infranti danzano davvero con il loro "dolore all'occhiello" la fine delle illusioni e la spinosa bellezza della passione d'amore.

Mariachiara Michieli e Marco Castellani
Buenos Aires, Aprile 2000

Corazon Quebrado
Balletto di Tango creato, diretto e prodotto da
Mariachiara Michieli e Marco Castellani
dal racconto Le porte del Cielo di Julio Cortazar
coreografia di Mariachiara Michieli
musiche di Osvaldo Pugliese
direzione musicale di Carel Kraayenhof
luci di Chris Young

 

The Tangueros Quarterly Review n. 4

Chris Young, il Direttore Tecnico della NCT che vive da quelle parti, ci assicura che nemmeno quest'anno la neve è caduta su Fort Lauderdale il 4 luglio. Per cui, ecco quello che troverete sul quarto numero di The Tangueros Quarterly Review che da più di una settimana è visibile on line.

 

Il nuovo anno scolastico

L'attività didattica di Mariachiara Michieli riprenderà in grande stile agli inizi di ottobre e si protrarrà fino al prossimo maggio 2002, con una sospensione di due mesi tra dicembre e febbraio per le prove di Buenos Aires e il tour italiano della NCT. Mariachiara quest'anno si avvarrà di due suoi ballerini - Silvina Aguera e Sebastian Romero - in qualità di assistenti. Fino a questo momento sono previsti regolari corsi settimanali nelle città di Mestre e Belluno e alcuni workshops specifici a Torino, Udine e altri luoghi in via di definizione. Nella prossima Newsletter pubblicheremo il calendario definitivo; intanto per chi volesse informarsi o iscriversi, ecco i numeri utili.

 

Il garofano verde

E' nella natura dei simboli essere simbolici - Marcel Duchamp

Venezia, 8 settembre - In una data congrua allo Stato Italiano e alle sue autorità (che infatti sono accorse al gran completo) si inaugura oggi a Palazzo Grassi la retrospettiva dedicata al pittore Balthus. Per la verità questa sarebbe una fanfaronata di poco conto se non fosse per un dettaglio rivelatore: sul manifesto pubblicitario della mostra, che è poi un dipinto dello stesso Balthus, si staglia a sorpresa l'abietto commercialista di Genova in tuta bianca e con la fatidica tavola di legno sulla spalla. La ridondanza è deliberata: evidentemente gli artisti del potere non si contentano più dell'astruso simbolismo che è proprio della statua della Giustizia sul frontone dei tribunali, e preferiscono produrre allegorie più accessibili ai datori di lavoro, a somiglianza e a celebrazione dei loro imbrogli.

 


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