The Tangueros Monthly Newsletter
edizione italiana - novembre 00

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Ritornano le Quattro Notti di Tangueros

Avevano tutti l'età in cui una fisarmonica è una cosa importante
Pier Paolo Pasolini - Il sogno di una cosa

Dopo il vittorioso debutto estivo di Corazon Quebrado al Festival Internazionale del Balletto di Nervi, la Nueva Compania Tangueros ritorna in Italia e in Svizzera alla fine di novembre per un breve tour di Tangueros Quattro Notti, lo spettacolo che Mariachiara Michieli e Marco Castellani hanno incentrato sul Tango innovativo dei primi anni '60.
Le Quattro Notti cui il titolo fa riferimento, sono quelle vissute in altrettanti celebri night-clubs da un pugno di giovani ballerini travolti dalla spinosa bellezza del nascente Nuevo Tango, in una swingin' Buenos Aires incantata e perduta.  Alle Quattro Notti dei giovani Tangueros di allora e a quelle promesse di libertà, dedichiamo questo numero monografico della nostra pubblicazione. Qui troverete le prime notizie sulla pièce, sugli autori e gli interpreti, nonchè una leale selezione dalla critica. Le informazioni più approfondite e le immagini fotografiche di Alessandro Zunino sono invece disponibili presso il nostro sito web.
Chiudiamo infine la Newsletter di novembre con le indispensabili indicazioni pratiche sulle date, gli orari, i Teatri, le biglietterie.

 

Buenos Aires underground

Nel dedicare il terzo movimento della sua magistrale suite Histoire du Tango al Night Club 1960, Astor Piazzolla ha con ogni probabilità voluto celebrare uno dei luoghi emblematici del Nuevo Tango.
Locali ormai leggendari quali il Gotàn (in seguito Berretìn), il 676, il Caño 14, il Puchero Misterioso o il Taller Garibaldi ospitarono, per non dire alimentarono e protessero, i geniali creatori della nuova musica popolare della città di Buenos Aires. Stiamo naturalmente riferendoci alla lussureggiante swingin' Buenos Aires degli anni '60, epoca in cui, in Argentina come in tutto il mondo, stavano spirando quei venti di cambiamento dopo i quali niente fu più lo stesso: nemmeno una musica così fortemente radicata nel sentimento popolare come il Tango.
In quei clubs notturni, dallo scarno arredamento a metà strada tra la cave esistenzialista e l'odierno centro sociale, suonarono in tutta libertà musicisti del calibro di Astor Piazzolla, Eduardo Rovira, Cèsar Stroscio, Osvaldo Pugliese, Horacio Salgàn, Osvaldo Ruggiero, come pure Steve Lacy e il nostro Enrico Rava. E vi recitarono i loro versi fiammeggianti i grandi poeti Juan Gelman e Paco Urondo.
Non solo: anche celebri tanguisti come Roberto Goyeneche, Anibal Troilo e Susana Rinaldi, dopo le remunerative performances nei teatri della vicina Avenida Corrientes, a volte non disdegnarono di passare verso l'alba per un penultimo Tango insieme ai giovinastri.
In quei posti e in quegli anni, insomma, il Tango visse una stagione felice in cui gli spalti contrapposti dei tradizionalisti e degli innovatori non sembrarono essere poi così lontani.
In seguito, il feroce buco nero della dittatura militare venne a distruggere l'intero tessuto sociale (e artistico), assassinando i poeti e costringendo all'esilio i sognatori. Perfino gli irriducibili milongueros, da sempre arroccati nelle loro milonghe di barrio, smisero di ballare per quasi un decennio.

Tangueros Quattro Notti riprende il filo di quel discorso interrotto quasi trenta anni fa e riparte da quel Tango Nudo e Crudo che si andava inventando in quegli straordinari laboratori poveri di suppellettili e ricchi di poesia.
Nel Tangueros di oggi il grande Tango Romantico si fonde con la spinosa bellezza del Nuevo Tango, in uno spettacolo fatto di melodrammi di tre minuti, senza trama e senza scene, sganciato dalla cronaca, ma storicamente vicino agli aggrovigliati sentimenti di quell'epoca irripetibile.

 

Lo spettacolo

Ognuna delle quattro sezioni coreografiche è dedicata ad un particolare night-club attivo in quegli anni a Buenos Aires e al particolare stile di Tango che vi si suonava. Le cortinas di separazione introducono o seguono con coerenza naturale le diverse atmosfere delle quattro coreografie. 

El Andariego (colui che va di qui e di là) è tanto per incominciare un posto che esiste solamente nella nostra fantasia. Rappresenta una sorta di premessa all’innovazione: il Tango di questo quadro è ballato a terra, con rigorosa intensità e controllo delle emozioni. E’ Tango Romantico, con una tensione al cambiamento. Le musiche si basano sui riff, e in questo precorrono i tempi visto il Tango che ne è derivato in seguito. Le abbiamo scelte dal repertorio di Osvaldo Pugliese e sono tra quelle che più hanno marcato l’evoluzione del Tango sul finire dell’epoca d’oro.

Berretìn (pazzia d’amore) è invece un club realmente esistito nelle adiacenze dell’Avenida Corrientes. Deve il suo nome ad uno scanzonato tango di Pedro Laurenz. Tutta la coreografia è costruita su toni ironici e appassionati come lo erano gli innamoramenti tra i giovani protagonisti di quegli anni tempestosi. Le musiche contengono elementi giocosi e romantici: sono quattro vals e due milongas dagli arrangiamenti molto sofisticati.

Il terzo blocco si chiama Gotàn (Tango alla rovescia), un luogo davvero straordinario. Situato nella Calle Talcahuano al 360, funzionò ininterrottamente dal 1963 al 1969. Vi suonarono tutti i più grandi innovatori del Tango, da Astor Piazzolla a Eduardo Rovira, da Cèsar Stroscio a Salgàn. La coreografia è articolata e collettiva: l’indissolubile coppia del Tango a volte si apre, c’è forse violenza e disperazione, si avverte l'influenza di altre danze (contemporanea, ma anche rock and roll). Il buco nero della repressione militare impose una macabra fine ad un’intera generazione.

El Puchero Misterioso (la zuppa misteriosa), dal nome di un club fondato dai seguaci del poeta Raùl Gonzalez Tuñon, rappresenta un po’ il punto della situazione: quel che resta del Tango Romantico e la spinosa bellezza del Nuevo Tango. Le musiche di questo quadro sono la dimostrazione della continuità e dell’incessante evoluzione del Tango. Temi avant-garde conquistati dalla grande anima popolare.

Mariachiara Michieli e Marco Castellani - Buenos Aires 1998

 

Autori e Interpreti

Tangueros Quattro Notti è uno spettacolo ideato, prodotto e diretto da Mariachiara Michieli e Marco Castellani.

Coreografia di Mariachiara Michieli
Musiche di Osvaldo Pugliese e Astor Piazzolla
Eseguite dal vivo dal Sexteto Canyengue
Direzione musicale di Carel Kraayenhof
Luci di Chris Young
Scene e costumi di Mariachiara Michieli e Marco Castellani

Ballerini:
Sabrina e Ruben Veliz
Valentina Villarroel e Claudio Gonzalez
Alejandra Armenti e Daniel Juarez
Iris Gomez e Roberto Leiva
Silvina Aguera e Sebastian Romero

Sexteto Canyengue
Carel Kraayenhof  
bandoneòn
Peter Reil   bandoneòn
Martijn Van Der Linden   violino
Willem Van Baaersen   violino
Sebastiaan Van Delft   pianoforte
Sanne Van Delft   contrabbasso

 

Fortuna Critica

Tangueros Quattro Notti dopo alcune anteprime di rodaggio ha ufficialmente debuttato nel marzo 1999 al Teatro Ciak di Milano nella prima versione con otto ballerini.
Nel maggio 2000 è stata creata la versione attuale con dieci ballerini.

"Lo spettacolo si è rivelato un allestimento musicale e coreografico di solida e armoniosa struttura, privo di cedimenti al gusto folkloristico-passionale, ricco di interessanti riflessioni sul contesto sociale e culturale. Intensa e drammatica in particolare la coreografia di Gotàn, dove la danza racconta con tragica consapevolezza il dolore inesprimibile dell'oppressione, la crudeltà della dittatura. Di ottimo livello tecnico ed espressivo le coppie dei ballerini. Plauso incondizionato al Sexteto Canyengue."
Maria José Di Marco - Corriere del Mezzogiorno, 10 marzo 1999

"La danza filtra sensualità e sentimento. Nessuna acrobazia, niente eccessi figurati. Le quattro coppie di danzatori sfilano davanti all'orchestra con posture essenziali. Lontane da quella spettacolarità spicciola che ha contaminato le ultime interpretazioni del Tango. Languore e sentimento, energia e tensione: tutti i paradossi che nutrono il mistero di questo ballo sono stati riscritti per la scena dall'autrice. I suoi passi complessi ci regalano una geografia di suggestioni: timbri malinconici, struggenti nostalgie e tensioni rubate."
Elena Franceschini - Alto Adige, 4 aprile 1999

"Dal 1992 ad oggi il gruppo è molto cambiato, ma la voglia di crescere e di costantemente misurarsi con la natura più sotterranea e veritiera del Tango, marca di uno stile ancora più incisivo di un tempo la configurazione del gruppo. Ne è prova l'ultimo e raffinatissimo spettacolo della Compagnia. Molte sono le innovazioni, a cominciare dagli interpreti, tutti nuovissimi, giovani e magnificamente amalgamati l'uno con l'altro. Questo amore per il recupero di un dialogo con la musica non costruito sullo scontato abbinamento di accenti forti e pose ad effetto, porta la Michieli alla creazione di coreografie raffinate, secondo le quali il movimento di coppia si articola confrontandosi liberamente e alternativamente con le linee melodiche e i ritmi dei diversi strumenti."
Francesca Pedroni - Danza & Danza, maggio 1999

"I Tangueros hanno invece scelto una via più impervia: soltanto Nuovo Tango, anni '60, quello della swingin' Buenos Aires post-peronista di Piazzolla e di Pugliese; costumi non suggestivi. Una danza molto stilizzata, con momenti anche acrobatici, senza tuttavia scendere troppo a patti con una spettacolarità facile. Ciò che si mette soprattutto in risalto è la bravura musicale del Sexteto Canyengue, ma francamente due tempi di Nuevo Tango cerebrale e stilizzato mettono a dura prova anche l'insonnia più ribelle."
Sergio Trombetta - Panorama, febbraio 2000

"E' il Tango più elegante e sofisticato che ci sia quello della Nueva Compania Tangueros che torna a Parma dopo quattro anni per la rassegna estiva del Teatro Regio. I nuovi Tangueros sono oggi costituiti da cinque giovani coppie di ballerini provenienti da Buenos Aires, ma lo spirito della Compagnia non sembra essere cambiato; semmai sembra essersi fatto ancora più sofisticato nel tempo il suo modo di danzare il Tango. Nessuna traccia del folclore un pò kitsch di tanti show argentini: qui c'è solo la danza, elegante, sobria e bellissima, alla quale il pubblico risponde conquistato, con applausi infiniti". 
Valentina Bonelli - Gazzetta di Parma, 26 luglio 2000

 

Ufficio Informazioni Tour


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