montagnola.jpg (70766 byte)

VIRULAZO
trucioli del palcocenico

di Marco Castellani

Non era bravo, non era bello, non era simpatico. Era privo delle tipiche doti del ballerino e anche di tutte le altre. Non aveva fascino, fortuna o amicizie altolocate. Era però sincero come una schioppettata e genuino come lo champagne di Mendoza. Nunca subiò arriba del caballo, come si dice in Argentina, se non per conquistare Elvira una volta che la vide passare in tram. Si chiamava Virulazo ed era il solo barrio di Buenos Aires che usasse viaggiare all'estero.

A chi gli chiedeva un’impressione su Venezia, rispondeva: la Chacarita inundada (cimitero allagato).
Unico milonguero doc ad aver trionfato a Broadway e ad aver girato il mondo per 10 anni consecutivi con la compagnia Tango Argentino di Orezzoli e Segovia, Virulazo si trovava bene solo nella sua Buenos Aires, barrio di Mataderos, tra i pigolanti canarini che allevava o in giro per le milonghe. Andava spesso al Sin Rumbo (senza futuro) perché gli era comodo.
Ha sempre ballato con Elvira: loro figlio, di cui nessuno ha mai saputo il nome, oppose sempre un’eroica resistenza ai genitori che lo pretendevano ballerino e milonguero, lui che magari si sentiva portato per una qualche disonorevole professione come quella dell’ingegnere o del medico.
Milongueros in ogni loro cellula, dopo la quotidiana recita di Tango Argentino, in qualsiasi città si trovassero, Virulazo e Elvira andavano finalmente a ballare, a volte con ancora addosso il costume di scena, come quella volta al Trottoirs de Paris.
Sul palcoscenico, Virulazo era una nave, un bastimento, un osservatorio astronomico: non concedeva nulla alla platea, eppure rubava lo spettacolo a fior di professionisti. Ballava Orgullo Criollo di Pedro Laurenz come se fosse a casa in pantofole, con passi semplici e una sola sequenza che si concludeva con un’ammiccante pacca sul sedere di Elvira: un gesto che mai si sarebbe sognato di fare, lui come nessun altro, se non per esigenze di copione.
Il suo contributo al Tango è stato determinante: come ogni altro milonguero, ha inventato, perfezionato e brevettato quasi tutti i passi che si usano oggi.
Il suo soprannome proviene da uno straccio di paglietta di ferro, commercialmente denominato Virulana, il cui energico sfregamento (virulazo) contribuisce per attrito al livellamento delle asperità del pavimento e al suo miglioramento igienico.
Virulazo è morto già da diversi anni: Elvira non ha ancora trovato la partner giusta per il figlio.

© Marco Castellani, 1995

 

COPERTINA            ENGLISH VERSION