|

|
VIRULAZO
trucioli del palcocenico
di Marco Castellani
Non
era bravo, non era bello, non era simpatico. Era privo delle
tipiche doti del ballerino e anche di tutte le altre. Non aveva
fascino, fortuna o amicizie altolocate. Era però sincero come
una schioppettata e genuino come lo champagne di Mendoza. Nunca
subiò arriba del caballo, come si dice in Argentina, se non
per conquistare Elvira una volta che la vide passare in tram. Si
chiamava Virulazo ed era il solo barrio di Buenos Aires che
usasse viaggiare all'estero. |
A
chi gli chiedeva un’impressione su Venezia, rispondeva: la Chacarita
inundada (cimitero allagato).
Unico milonguero doc ad aver trionfato a Broadway e ad aver girato il
mondo per 10 anni consecutivi con la compagnia Tango Argentino di
Orezzoli e Segovia, Virulazo si trovava bene solo nella sua Buenos
Aires, barrio di Mataderos, tra i pigolanti canarini che allevava o in
giro per le milonghe. Andava spesso al Sin Rumbo (senza futuro) perché
gli era comodo.
Ha sempre ballato con Elvira: loro figlio, di cui nessuno ha mai saputo
il nome, oppose sempre un’eroica resistenza ai genitori che lo
pretendevano ballerino e milonguero, lui che magari si sentiva portato
per una qualche disonorevole professione come quella dell’ingegnere o
del medico.
Milongueros in ogni loro cellula, dopo la quotidiana recita di Tango
Argentino, in qualsiasi città si trovassero, Virulazo e Elvira andavano
finalmente a ballare, a volte con ancora addosso il costume di scena,
come quella volta al Trottoirs de Paris.
Sul palcoscenico, Virulazo era una nave, un bastimento, un osservatorio
astronomico: non concedeva nulla alla platea, eppure rubava lo
spettacolo a fior di professionisti. Ballava Orgullo Criollo di Pedro
Laurenz come se fosse a casa in pantofole, con passi semplici e una sola
sequenza che si concludeva con un’ammiccante pacca sul sedere di
Elvira: un gesto che mai si sarebbe sognato di fare, lui come nessun
altro, se non per esigenze di copione.
Il suo contributo al Tango è stato determinante: come ogni altro
milonguero, ha inventato, perfezionato e brevettato quasi tutti i passi
che si usano oggi.
Il suo soprannome proviene da uno straccio di paglietta di ferro,
commercialmente denominato Virulana, il cui energico sfregamento (virulazo)
contribuisce per attrito al livellamento delle asperità del pavimento e
al suo miglioramento igienico.
Virulazo è morto già da diversi anni: Elvira non ha ancora trovato la
partner giusta per il figlio.
©
Marco Castellani, 1995
COPERTINA
ENGLISH VERSION
|