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MIGUEL
BALMACEDA
l’Arte del camminare
di Marco Castellani
Se
nella Danza Classica la spiritualità si esprime attraverso
l’elevazione, nel Tango si preferisce essere terrestri. Il
milonguero adora il suo pavimento; nel "caminar", e
ancor più nella maniera in cui "pisa", egli
testimonia la sua fede tellurica: nel Tango-salòn sono dunque i
piedi ad espletare le funzioni spirituali. Il gran sacerdote di
questa particolare religiosità plutonica era oltre ogni
possibile dubbio Miguel Balmaceda, che viene qui ricordato in un
brevissimo e ammirato ritratto. |
Diamo
ora la parola a Marcelo Menasché:
"… Il ballerino porteño non corre e non salta, poiché queste
sono cose da gringo. Non infioretta la danza, che non sarebbe da uomini.
Sobrio, infinitamente sobrio, egli cammina. E qui sta il suo
virtuosismo. Dove tutti gli altri vedono solamente un camminare, egli
compie variazioni di indicibile sottigliezza, frazionando il ritmo,
sottraendosi o anticipando il tempo della musica, in ogni caso
dominandolo."
Come ci ha spiegato Bruce Chatwin nelle sue meravigliose pagine dedicate
a questo atto umano di semplicità e purezza, nel camminare si trova
concentrata una sapienza millenaria.
Molti grandi artisti sono stati infaticabili camminatori (Arthur Rimbaud,
per esempio, il regista Werner Herzog, Raùl Gonzalez-Tuñon e il suo
alter ego poetico Juancito Caminador); Miguel invece aveva fatto del suo
camminare una grande arte. Nella sua scuola di Tango ci si andava
esclusivamente a camminare e a imparare come muovere i piedi sul
pavimento, senza fargli male. Sebbene fosse un uomo di corporatura
massiccia, appoggiava i piedi con saldezza di rizoma e soavità di
coguaro.
Arthur Rimbaud era per Verlaine "l’homme aux semmelles de vent",
ossia l’uomo dalle suole di vento: per tutti coloro che lo videro
ballare, sotto le scarpe di Miguel soffiavano gli alisei di primavera.
Miguel è colui che ha inventato la "base larga", una
cosuccia, direbbe il Gastone petroliniano, che serve per camminare e che
nessun ballerino di Tango può permettersi di ignorare.
Con la sua compagna Nelly, Miguel diresse fino al 1992 la pratica e la
milonga di Canning quando ancora si chiamava Salòn Helenico per via dei
cospicui reperti archeologici, alcuni dei quali non semoventi, che
grecizzavano il décor. A Canning ci andavano i migliori ballerini di
Buenos Aires, autentici interpreti della raffinata peripatetica porteña
e un esercito di aspiranti coguari.
Miguel conosceva personalmente i piedi degli uni e degli altri.
©
Marco Castellani - 1995
COPERTINA
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