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Jean
Fajean risponde a
I
TITANI DEL RING
Accusiamo
con piacere la ricezione di questa lettera della Mummia, di cui
siamo sempre stati estimatori fin dai tempi in cui non era
ancora morto - lo stato anagrafico dei professional wrestlers è
intermittente - e combatteva con lo pseudonimo di El Download.
Oggi La Mummia ci mette al corrente del grave problema
previdenziale che affligge I Titani del Ring. La vertenza si
preannuncia durissima.
A questi nostri malmenati colleghi lavoratori dello spettacolo,
indirizziamo tutta la solidarietà della Nueva Compañia
Tangueros e della redazione di TQR.
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La
vedova di Martin Karadajian e sua figlia Paulina Karadajian, al colmo
della facciatosta, e pur di non pagare i contributi previdenziali e
pensionistici a tutti i lottatori della troupe, se la ridono della
Giustizia e adesso sostengono che "Titani del Ring" non è mai
esistito.
Approfittando di umili lavoratori, alcuni dei quali già ritiratisi
dall'attività e altri che non riescono a trovare lavoro, la vedova di
Karadajian se la passa assai bene dopo averci sfruttato. Si rifiuta di
pagare e di consegnare i certificati lavorativi che attestano i suoi
debiti nei confronti di chi ha lavorato per lei. In realtà, ogni scusa
è buona per non adempiere agli obblighi di Legge e di Giustizia, delle
quali si fa beffe.
Ciononostante, in questa lotta che ho fatto mia, in nome di Il Vasto
Peuchelle, Ulisse il Greco, René Tenembaum, Ararat, José Luis lo
Spagnolo, Carloto, Benito Durante, Salvatore Juliano, Carlos Màrquez,
Gengis Kan, Il Manager, il defunto Joe Galera e molti altri, non
cederemo fino a che non pagheranno l'ultimo quattrino che ci devono per
evasione fiscale e contro di noi perderanno per knock-out tecnico.
Questa lotta intendiamo vincerla anche a costo di lasciarci il sangue
affinchè vengano castigati gli sfruttatori e gli evasori. Lottiamo
contro la impunità e il potere del denaro. Dovrebbero sapere che nel
ring La Mummia non è mai perso e, malgrado l'impunità regnante, il
potere del denaro e di coloro che comprano le coscienze, questa lotta la
vinceremo e allora sì che finalmente ci sarà giustizia per i
lavoratori di "Titani del Ring".
Oscar
Demelli (La Mummia)
Lottatore professionale e impresario artistico
Il
mondo del free-style wrestling non è poi così lontano da quello del
Tango-Show come può sembrare all'osservatore superficiale. In entrambi
i casi, sia per lottare che per ballare nelle varie Case del Tango di
Buenos Aires, bisogna essere minimo in due; i passi e le sequenze sono
preordinati e grosso modo identici; i costumi sono ugualmente
demenziali; le grida e i colpi di tacco sul palcoscenico sono gli
stessi. I lavoratori del Tango-Show e quelli del wrestling, oltre a
complessione, età e maquillage, condividono anche un certo pubblico dal
palato fino (la gilada), a cui cercano di fare impressione con il
medesimo repertorio di effettacci. Una visita medica post-performance
agli arti dei protagonisti rivelerebbe le stesse tumefazioni - tiene màs
golpes que rodillas de zapatero - si dice a Buenos Aires nell'uno e
nell'altro campo. Anche sudorazione, affaticamento e, perchè
nasconderlo, considerazione sociale, vanno di pari passo in entrambe le
categorie. In molti casi al termine della carriera, ballerini e
lottatori si accostano alla mensa grande e vuota dell'indigenza.
I nomi artistici dei Tangueros e dei Wrestlers hanno una comune
etimologia: Dead Man Dancing è un noto tersicoreo dell'ambiente, mentre
non c'è milonguera che voglia ballare nello stesso isolato di
Terminator, che esercita imperterrito a La Estrella tutti i venerdì
sera. La Mafia Gaucha, come I Titani nel loro Ring, è riuscita ad
imporre le regole folk alla milonga ed ora ci tocca tutti assistere alla
tanda di chacarera e al relativo sventolìo di fazzolettini. Per non
parlare di El Golem, El Dios de Ebano, El Petardo, El Malevo, La Tumba
Etrusca, Cames Bondi, Mono Conavaja, El Pulpo Marianela, El Magnanimo.
Oggi La Mummia addirittura ci conferma che nemmeno gli impresari del
wrestling sono poi così diversi da quelli del Tango-Show. Non avevamo
ragione di dubitarlo: da un pezzo il pianista che suonava nel Sexteto
Canyengue sotto le mentite spoglie di Wim Warman e combatteva
nell'attiguo mondo del Catch sotto quelle vere di Arena Torpedo, ci
aveva preannunciato la fusione tra i due generi.
Fosse anche solo per solidarietà sindacale, vorremmo invitare i nostri
lettori a sostenere la giusta lotta dei Titani. Potete star certi che la
Mummia non mollerà mai. Ricordate come picchiò El Ejecutivo fin sotto
la lingua? O lo storico incontro con Gemelli Siamesi Cohen? Lo mise al
tappeto così spesso che il suo manager cominciò a noleggiare come
spazio pubblicitario le suole delle sue scarpe.
La Mummia porterà la Vedova Karadajian all'ultimo round e per una volta
- vi do la mia personale garanzia - sarà il suo secondo (avvocato) a
dirle: se l'ammazzi, fai pari.
©
Jean Fajean
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