TOUR MEMORANDUM
di Jean Fajean

 

Sguinzagliato al seguito della Nueva Compañia Tangueros, il nostro Jean Fajean non si sottrae agli obblighi della motorizzata professione del reporter e ci fornisce per via telematica alcune riflessioni su una piccola e preziosa tournèe.

Dal nostro inviato speciale - Dietro al fondale non ce n'è. E nemmeno tra le quinte. L'analisi digitale corrobora i risultati dell'ispezione: nel Vraiment Nouveau Theatre de Neuchatel non c'è un solo granello della regolamentare polvere del palcoscenico. Almeno qui non verrò accusato di seguire le tracce lasciate dai piedini di Truman Capote. C'è infatti chi sostiene - Truman era tra questi - che dopo il definitivo reportage sul tour americano dei Rolling Stones realizzato per Playboy dal conciso scrittore di New Orleans negli anni 60, niente di credibile potrà più essere raccontato dell'opaco mondo del backstage. Di quell'opera magistrale, faro di tutti i successivi cronisti artistici, il sottoscritto ricorda prima di tutto il paginone centrale. Eppure, mi basta muovere qualche passo su queste tavole ancora esenti da piedini, per provare di nuovo quella certa emozione: gli anni d'oro del vaudeville, la swingin' Buenos Aires del sainete, la tournèe con il Saltarin Higgins, quelle due settimane al Chascomous Globe con John Osborne in "Ricorda con rabbia" (io ero quello che gli spettatori ricordavano con rabbia). Il tempo, a dispetto delle intransigenti tradizioni locali, sembra essersi fermato in questo Cantone.
Mancano ancora diverse ore al debutto dei Tangueros e qui nella green-room il buffet procede secondo il precisissimo schedule fornitoci dal Direttore Tecnico. Ne approfitto per leggere gli appunti dei giorni scorsi a beneficio dei limitrofi commensali.

Noi pensiamo con dolore e vergogna che non abbiamo parlato alle graziosissime o stupende spettatrici con quella dolce voce che è nel nostro animo profondamente cavalleresco.
Noi sentiamo tutta la nostra indegnità e bruttezza e apertamente ce ne confessiamo colpevoli e facciamo proponimento di emendarci nell'avvenire. Ci vogliano esse condonare la severa pena del loro disdegno in una più umana comprensione del nostro tormento.
Noi abbiamo a nostra discolpa una sola ragione: noi non abbiamo mentito!
Carlo Emilio Gadda - La Madonna dei filosofi

No toda es vigilia la de los ojos abiertos - Macedonio Fernandez

Non aveva poi tutti i torti il collega Trombetta nel propalare dagli spalti dell'integerrimo ebdomadario Panorama la notizia che

la Nueva Compania Tangueros ha scelto la via più impervia, quella del Nuevo Tango, in uno spettacolo dai costumi non suggestivi e dalla danza talmente stilizzata e che così poco concede alla spettacolarità facile, da mettere a dura prova l'insonnia più ribelle.

Che non se ne abbiano a male i nostri specializzati lettori: tra i critici è infatti diffusa l'opinione che il Tango pertenga al genere sgargiante del numero-attrazione e della pirotecnica, o che tutt'al più sia un fenomeno di costume, un passatempo del populacho come si dice in Argentina, e solo in quanto tale - e sempre quando non intenda eccedere i confini dell'Arte Popolare già disputatissimi da Croce e Gramsci - sia degno della disinteressata approvazione di quegli inflessibili recensori. Altra cosa è discorrere di composizione coreografica, di drammaturgia, di tecnica, di balletto, di stilistica, ovvero di quei principi attivi che nella posologìa del Tango - piuttosto che nella farmacopea della Danza Contemporanea - possono indurre il paziente critico, il pubblico, o tutt'e tre, a sonnolenza una volta al dì.
E se è pur vero che una sala piena, il cosidetto successo di botteghino, racchiude in sè un elemento di volgarità che mal depone sulla virtù e sul rigore culturale del cartellone predisposto dalla Direzione Artistica, cui certo non si richiedono le pedestri doti del contabile e dell'amministratore, d'altro canto il caso specifico del Tangueros in questione contraddice l'assioma hemingwayano secondo il quale il pubblico non può rimanere a lungo migliore dei critici che scrivono sui giornali e sulle riviste.
Si è dato infatti che il breve tour di Quattro Notti - l'impervio spettacolo di Nuevo Tango - abbia invece registrato una scala reale di tutto esaurito: cinque città, cinque teatri, cinque recite, cinque sold-out.
Gli insensibili lettori di Panorama e i pochissimi che ancora prescindono da esso, hanno affollato le platee, le gallerie, i palchi, i loggioni, i corridoi, gli anditi e perfino i lampadari; e da queste contratte postazioni hanno in seguito erogato applausi infiniti e molteplici richieste di bis. Per nulla intimorita dallo spauracchio della biglietteria, una valanga di insonni ha assediato ogni palcoscenico in cui erano annunciati i Tangueros, tanto da originare certi odiosi episodi di mercato nero con accaparramento e rivendita a prezzi maggiorati degli ingressi. Dopo aver tenuto in scacco per settimane il pool di ispettori della Società degli Autori, il caso è stato affidato al vostro amabile corrispondente il quale lo ha risolto in cinque minuti di indagini, sgominando l'astuto bagarino: ho confessato.
Per una volta anche la stampa è stata unanime. Ma di questo riferiremo nel prossimo numero, non appena avremo letto le recensioni.

© TQR Jean Fajean - dicembre 2000

 

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