TQR 12: 9 dicembre 2006

 

TQR n° 12 - Le Muse a Buenos Aires

 


La nuova arte della conferenza di Julio Cortazar
Dato che raramente le Muse fanno visita ai malintenzionati, abbiamo pensato di fare noi una capatina nel Parnaso porteño. La prima Musa che incontriamo nella nostra arrampicata è colei che più ha reso noti noi argentini nel mondo: la Musa Orale. Tutti ce lo riconoscono, e noi per primi: abbiamo fatto della chiacchiera, del birignao, della gnàgnera, insomma della nostra parlantina, una delle Belle Arti. Nello scritto che segue, Julio Cortazar applica all'Honduras il nostro modo spettacolare di menare l'arrosto e, allo stesso tempo, mette alla berlina il continuo affilare di coltelli di una metodologia che da un pezzo non ha più niente da tagliare.

L'arte dell'impostura di Alejandro Dolina
Uno dei vantaggi dell'età, diceva Fortini, è quello di conoscere i precedenti. Chi frequenta il tango da pochi anni, che è poi la maggioranza, e di conseguenza conosce di Buenos Aires solo il tango-business, nemmeno immagina come fosse dolce, ospitale e soprattutto sincero il nostro ambiente prima che iniziasse la grande svendita. Alejandro Dolina scrisse queste righe, in cui sembra presentire il circo sgangherato che di lì a poco sarebbe stato messo in piedi, giusto nel momento del passaggio alla democrazia, quando il tango era ancora passione, felicità e poesia fatta da tutti.

L'arte dell'autobiografia di Macedonio Fernandez
Nel tango, com'è noto, non ci sono soldati semplici. Ora come può l'utente medio o l'aspirante ballerino di tango orientarsi in questo guazzabuglio di blasonati, in questo rumoroso medagliaio di fenomeni? Semplice: legge il loro curriculum. Ed è qui che interviene la Musa Macedonia che presiede alla creazione delle autobiografie vantaggiose: con una autobiografia ben fatta, disinibita e abilmente calibrata a misura di candidato, il neo asso di briscola può finalmente essere uno smagliante sé stesso e dismettere una buona volta i panni che lo facevano assomigliare, come diceva Bioy Casares, a uno sconosciuto visto da dietro.

L'arte di perdere di Juan Sasturain
Con l'andare del tempo, e soprattutto con questa mania che ha la realtà di farsi strada a gomitate attraverso le nostre illusioni, abbiamo dovuto accettare la circostanza, troppe volte soddisfatta, di non salire mai su nessun podio. Per i pesci piccoli, diceva Brecht, ci sono casi in cui la sconfitta è già un guadagno. Pesci piccoli come il grande detective Robledo, eroe di tutti noi che cerchiamo di perdere con stile, qui impegnato nella caccia a un pesce enorme.

L'arte dell'incontro di Alejandro Agresti
La vita, dicono i nostri vicini a nord del Rio Grande do Sul, è l'arte dell'incontro. Dunque c'è una Musa che regola il via vai - per quel che ci riguarda, soprattutto il vai. E' lei che invochiamo quando il nostro compagno di tango ci abbandona, ed è sempre lei che preghiamo affinchè gli faccia incontrare una come questa qua. Per la rubrica Milonghe per un anno ritorna il porteñisimo, nonostante lavori oggi per la Disney, Alejandro Agresti, con un lungo racconto di cui qui si pubblica la prima parte.

Arte di coppia di Mariano Kairuz
Ai lettori più affezionati non sarà necessario spiegare la ragione di questa nostra intermittente attenzione per il wrestling. Fatte salve le differenze di professionismo e dedizione personale, tutte a favore della lotta, molte sono le somiglianze tra il wrestling e il cosidetto tango-show. Ecco perché pubblichiamo con piacere la recensione di un libro che illustra la contusa vita di Josè Ricardo Gattone, un vero precursore del free-style, per chiunque intenda ricalcarne i passi e le pacche, sul ring come sulla pista del Tangodromo di Saavedra.

Minima tangalia - Meditazioni del tango offeso
di MC Ningùn Bobby, El Moplo & Tj Locatelli

Sessant'anni dopo i "Minima Moralia - Meditazioni della vita offesa" di Adorno, questa rivista ha messo al lavoro la sua think-tank - il che dovrebbe darvi un'idea della rivista - per circoscrivere quelle meditazioni a un campo d'azione più modesto, ma non per questo meno offeso. Siamo dunque orgogliosi di presentare ai nostri resistenti lettori il risultato dello studio delle ferite: in soli sei mesi, e senza scopiazzare più del solito, i tre capoccioni hanno dato alla luce questi primi epigrammi dei Tangalia, che stanno ai nobili Moralia come i Tres Chiflados stanno al grande Theodor. Questi i titoli:

La lingua combatte dove il niente duole - introduzione di Jean Fajean
Tanguisti su Marte
- l'electrotango prima che passi di moda
Nuovi difetti per ballerini di tango - cosa c'è di nuovo, o di tango, nel tango nuevo?
Parva licet - i maestri di tango secondo Damon Runyon