Minima Tangalia
Nuovi difetti per ballerini
di tango
di El Moplo
Secondo quanto mi conferma qui l’amico
Vattuone il Fachiro Dolorante che queste cose le ha studiate, il
critico
deve prima di tutto vietarsi di sapere dal mondo più di
quel che l’autore gli dice. Nel caso del tango così detto nuevo,
e anche dinamico per rincuorare le palestre oltre che le boutiques,
ciò è presto fatto: nel mondo nuevo, come
in certi telos di
San Telmo, ci trovi appena quello che porti, salvo la ragazza.
Nella nostra lunga storia di allori e di sputi, di tanghi nuovi
ce ne sono sempre stati parecchi; quello di adesso è un
tango euforico e gesticolante, di esemplare anticonformismo e
dall’aspetto
generale, per così dire, un po' sgrammaticato, che sembra
piacere soprattutto ai giovani, specie se stranieri. Noi veterani
non abbiamo occasione di frequentare i seminari di aggiornamento
a Parigi o in Baviera, e i legislatori del tango nuevo difficilmente
lasciano il loro esilio alimentare in Europa per venire qui a spiegarcelo.
Dobbiamo dunque accontentarci di vederne il personale ausiliario,
il buio riflesso. Questo è un tango che comunque risparmia
ai suoi interpreti la raucedine della tecnica e i fastidi dell’introspezione
psicologica e finalmente li dispensa dal portare il lutto al braccio
o dal mettersi i ghingheri tipici del tanguero medio.
E’ un tango citazionista, lo si balla in corsivo, virgolettando
i passi, come a voler menzionare alla lettera fonti o parole altrui,
di cui non si è troppo sicuri né ci si vuole assumere
la responsabilità. Molte sono le sequenze tratte dallo sbrigativo
repertorio delle cene-spettacolo, del balletto televisivo o dei volos.
E moltissime quelle spiraloidi
di gusto rococò, il cui movente centripeto risucchia spesso
i ballerini al centro della pista, nel girone infernale dei principianti.
I
movimenti sono voluminosi e brachimorfi, privilegiano cioè i
diametri traversali su quelli longitudinali; gli assi sono asimmetrici,
basculanti, ad angoli scaleni. La postura maschile è rilassata
sui dorsali, a imitazione delle spalle del dobermann; quella femminile chorrea,
come si dice qui, è cioè sbrodolante, da cui il neologismo
di chorreografo. L’abbraccio è lasco e svogliato,
si ha l’impressione delle briglie; il frente è trascurato
o governato con ostentata sbadataggine: tutto ciò contribuisce
a togliere densità alla danza. Questi danzatori che si dicono
dinamici non riescono a riempire i movimenti, e ai voli di violino,
agli adagi, ai silenzi, a quello che insomma è la dinamica,
oppongono minuzie di povertà granulare. L’ascolto è prevalentemente
ritmico e quindi antiromantico, amano gli accenti forti e la pulsazione
regolare, che meglio tiene in riga le masse. Se con l'electrotango è ravvisabile
il concorso in reato, il pathos di Pugliese se li divora vivi sul
posto, spesso sorprendendoli in sogghigni poco eleganti che prontamente
ricompongono in più appropriate espressioni di condoglianze.
La pisada nel tango nuevo è ancora oggetto
di dibattito, tanto che se ne consigliano di diverse, utili per
un guado fangoso o per ammazzarci percussivamente le cimici. Le
donne appoggiano il tacco spesso e volentieri. Stendono raramente
il collo del piede, come il famoso burattino di legno. In compenso
ancheggiano come sciantose del varietà. Marlowe diceva che
questo movimento non lo si impara dalle suore, ma io non ne sarei
poi così sicuro. Di grande suspense è, secondo loro,
il plateale tormentone del braccio sinistro che si alza oltre la
testa del compagno e ricade serpeggiando sulla sua spalla, come
un cobra gonfiabile che ogni tanto si sveglia e torna a letto.
Molti sono i ballerini di tango nuevo che sono convinti
di vivere sulla linea di fuoco e di avere uno stile proprio e individuale.
Invece non si accorgono che, come i ciclisti del dopoguerra, corrono
per le retrovie con il nome di una ditta di tubolari stampato sulla
schiena. Nonostante una propaganda che allude a laboratori, workshop
e democratici scambi di vedute tra maestri e discepoli, il tango nuevo non è il
risultato di un processo di elaborazione collettiva, ossia non è uno
stile, ma è un marchio registrato, un tango brevettato con
il nome di Cosmotango®, un tango aziendale. E’ cioè la
diretta emanazione dell’omonimo festival, o per meglio dire
dei suoi impresari, dato che come festival è l’equivalente
di una stazione ferroviaria di smistamento, dove i viaggiatori
si intrattengono solo il tempo necessario a prendere un altro treno;
e treni ne partono in tutte le direzioni. Quanto alla patente,
non è una novità: nel recente passato il tango ha
tenuto nella dovuta considerazione sia il Supermetodo® Esclusivo
di Gloria e Eduardo che il Sistema Dinzel’s®, dimenticandoli
entrambi senza sforzo, insieme con i loro traballanti epistemologi.
Ma quelli erano pur sempre eserciti senza effettivi. Così com’è già accaduto
dieci anni fa con l’indigente Tango Milonguero® di Susana
Miller, che ha riempito di personaggi bovini le piste europee prima
di quelle locali, anche il Cosmotango® si è diffuso
oltreoceano prima che a Buenos Aires, e non solo attraverso i detentori
del brevetto. Evidentemente, nessuna licenza e nessuna credenziale
erano richieste a quei piazzisti dalle ingenue legioni di ballerini
che appena cominciavano a cavarsela con lo stadio primitivo. Del
resto, neanche con addosso la pomposa livrea del tango-show, una
livrea che conosce decenni di mance, inchini e bastonate, il tango nuevo è riuscito
a dar un brivido ai cuori ben fatti. Però un effetto l’ha
ottenuto, e questo sì che è vecchio come il delitto: è riuscito
a far passare tutti i suoi critici per altrettante vedette da cantiere,
e cioè per quei pensionati nostalgici del buon tempo andato
che sempre sostano scuotendo la testa in prossimità dei
lavori in corso. Solo che qui non c’è nessun cantiere.
Forse l’età impedisce a quei giovani di rammentare
che il tango nuevo, anche quando è al suo meglio,
dice male cose già dette da un pezzo. O, parafrasando Sklovskij,
che come fachiro si lamenta anche più di Vattuone, i suoi
autori ripetono da astemi ciò che molti anni fa noi ballammo
da ubriachi.
© El Moplo
Buenos Aires, 2006
Minima Tangalia
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