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Pampa e Circostanza di Marco Castellani
Per una volta affidiamo l'onore dell'apertura al meno illustre
dei nostri contributor che, come al solito, si cimenta in una cosa
più grande di lui: la storia
della chitarra nel Tango. Aderente imitatore di Robert Fripp negli anni puerili,
seguace di Derek Bailey in quelli adolescenziali, involontario animatore con
strumenti non ignifughi di numerosi falò sulla riviera adriatica, Marco
Castellani ricostruisce l'universo artigianale dei chitarristi rioplatensi,
sempre in bilico tra la tellurica Pampa del Folklore e la Circostanza metropolitana
del Tango, in un articolo pubblicato, e inspiegabilmente remunerato, dalla
prestigiosa rivista musicale Amadeus.
Gardel bisogna ascoltarlo al grammofono di Julio Cortazar
E' stato finalmente tradotto e pubblicato anche in Italia il nostro libro
preferito del grande Julio Cortazar: Il giro del giorno in ottanta mondi.
Da questo spassoso
almanacco riportiamo un breve articolo su Gardel, originalmente pubblicato
nel 1953 dalla rivista "Sur", fondata da Victoria Ocampo e allora
diretta da Jorge Luis Borges, che di Cortazar fu il primo ad accorgersi.
Hoy
bandoneòn hoy di César Stroscio
Ultima puntata della storia del bandoneòn secondo César Stroscio,
uno di quelli che l'hanno fatta e continuano a farla. Il rapporto tra tango
e poesia, tra tango e realtà e tra tango e tecnica nelle riflessioni
del sommo bandoneonista/poeta.
Pasolini
non è la poesia di Franco
Fortini
Vogliamo ricordare Pier Paolo Pasolini, nel trentennale della sua tragica
morte e tra tanto sgomitare di coloro che pretendono di usurparne le parole,
proprio
con uno scritto del suo principale e più competente critico: Franco
Fortini. Non dobbiamo, compagni, concedere ai poeti la fiducia che dovremmo
invece concedere
alla poesia.
Squilibrati di Juan Sasturain
Un altro "caso perduto" del fallibilissimo detective
porteño
Robledo, il quale qui è alle prese con un circo di periferia che
sta rapidamente andando a male come la torta di un ospizio. Riuscirà Robledo
a tirare fuori dai guai El Gran Whipper, domatore e impresario?
Note sul
gesto di Giorgio Agamben
Due saggi consecutivi che prendono lo spunto dalla Teoria dell'Andatura
di Honoré de
Balzac, una materia di palpitante attualità per i tangueros. Il
primo, del filosofo Giorgio Agamben, considera il gesto come comunicazione
di una comunicabilità.
Se la danza è gesto, lo è in quanto sopportazione ed esibizione
di una medialità, il rendere visibile un movimento in quanto tale.
Parole sante: danzando rendo visibile la danza, un movimento che, in
quanto tale, non
ha niente altro da dire. Peccato che chi non ha niente da dire, vada
sempre a dirlo su un palcoscenico. Questo scritto ha anche il merito
di rivelarci il tourettismo,
ovvero la sindrome di cui soffrono molti ballerini di nostra conoscenza.
Passi
più o meno letterari di Felice Accame
Secondo scritto sull'andatura. Il professore Accame prende in considerazione
una delle tante deformazioni professionali dei camminatori dentro e
fuori le milonghe, mettendola in relazione con Flaubert, Proust, il
dottor
Scholl e
l'indimenticato quanto inefficace Callifugo Ciccarelli.
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