TQR 11: 6 giugno 2006

 

TQR n°11 - Joya Nunca Taxi

Dedicato a Nanni, tanguero il martedì, gentiluomo tutti i giorni

 


Pampa e Circostanza di Marco Castellani
Per una volta affidiamo l'onore dell'apertura al meno illustre dei nostri contributor che, come al solito, si cimenta in una cosa più grande di lui: la storia della chitarra nel Tango. Aderente imitatore di Robert Fripp negli anni puerili, seguace di Derek Bailey in quelli adolescenziali, involontario animatore con strumenti non ignifughi di numerosi falò sulla riviera adriatica, Marco Castellani ricostruisce l'universo artigianale dei chitarristi rioplatensi, sempre in bilico tra la tellurica Pampa del Folklore e la Circostanza metropolitana del Tango, in un articolo pubblicato, e inspiegabilmente remunerato, dalla prestigiosa rivista musicale Amadeus.

Gardel bisogna ascoltarlo al grammofono di Julio Cortazar
E' stato finalmente tradotto e pubblicato anche in Italia il nostro libro preferito del grande Julio Cortazar: Il giro del giorno in ottanta mondi. Da questo spassoso almanacco riportiamo un breve articolo su Gardel, originalmente pubblicato nel 1953 dalla rivista "Sur", fondata da Victoria Ocampo e allora diretta da Jorge Luis Borges, che di Cortazar fu il primo ad accorgersi.

Hoy bandoneòn hoy di César Stroscio
Ultima puntata della storia del bandoneòn secondo César Stroscio, uno di quelli che l'hanno fatta e continuano a farla. Il rapporto tra tango e poesia, tra tango e realtà e tra tango e tecnica nelle riflessioni del sommo bandoneonista/poeta.

Pasolini non è la poesia di Franco Fortini
Vogliamo ricordare Pier Paolo Pasolini, nel trentennale della sua tragica morte e tra tanto sgomitare di coloro che pretendono di usurparne le parole, proprio con uno scritto del suo principale e più competente critico: Franco Fortini. Non dobbiamo, compagni, concedere ai poeti la fiducia che dovremmo invece concedere alla poesia.

Squilibrati di Juan Sasturain
Un altro "caso perduto" del fallibilissimo detective porteño Robledo, il quale qui è alle prese con un circo di periferia che sta rapidamente andando a male come la torta di un ospizio. Riuscirà Robledo a tirare fuori dai guai El Gran Whipper, domatore e impresario?

Note sul gesto di Giorgio Agamben
Due saggi consecutivi che prendono lo spunto dalla Teoria dell'Andatura di Honoré de Balzac, una materia di palpitante attualità per i tangueros. Il primo, del filosofo Giorgio Agamben, considera il gesto come comunicazione di una comunicabilità. Se la danza è gesto, lo è in quanto sopportazione ed esibizione di una medialità, il rendere visibile un movimento in quanto tale. Parole sante: danzando rendo visibile la danza, un movimento che, in quanto tale, non ha niente altro da dire. Peccato che chi non ha niente da dire, vada sempre a dirlo su un palcoscenico. Questo scritto ha anche il merito di rivelarci il tourettismo, ovvero la sindrome di cui soffrono molti ballerini di nostra conoscenza.

Passi più o meno letterari di Felice Accame
Secondo scritto sull'andatura. Il professore Accame prende in considerazione una delle tante deformazioni professionali dei camminatori dentro e fuori le milonghe, mettendola in relazione con Flaubert, Proust, il dottor Scholl e l'indimenticato quanto inefficace Callifugo Ciccarelli.