|

|
SUA
MAESTA' PEPITO
di Marco Castellani
Mi
rendo conto che queste poche righe sono del tutto inadeguate a
ritrarre uno dei più grandi ballerini di Tango di tutti i
tempi; le ho scritte alla fine del 1995 quando
l'incommensurabile Arte di Pepito c'era ancora a parlare per lui
- e anche allora il mio scritto, come qualunque altro scritto,
era in paragone ben povera cosa. Venne con noi in Italia per il
tour di debutto di Milonga Boulevard. Il suo ultimo tango - per
lui, il Re della Milonga - fu La Payanca nell'arrangiamento di
Pugliese suonato da Color Tango, il suo ultimo palcoscenico
quello del Teatro Comunale di Casale Monferrato: era il 25 marzo
1996. |
Parlando
di profumi, in Argentina si dice che l'essenza è nelle ampolle più
piccole; quando hanno coniato questa espressione stavano di sicuro
pensando a Pepito Avellaneda.
Dal basso, la sua statura comincia contemporaneamente a quella di Magic
Johnson; non solo: come è solito dire lo stesso Pepito, se dimagrisse
dieci grammi o se avesse tre mesi di meno, si fidanzerebbe con la più
bella ragazza della città. Su questo non c'è alcun dubbio.
Dentro questa piccola ampolla, cari signori, c'è l'essenza blended
di milonga, vals e tango. Pepito eccelle in tutte tre le danze e, più
in generale, è maestro nella trasformazione istantanea della musica in
movimento. E' un piacere raro vederlo improvvisare, magari su un tango
che non ha mai sentito prima: crea la coreografia un po' alla volta, con
stupefacente sapienza compositiva e con geniale raffinatezza ritmica.
Nessuno come lui ti dà l'impressione di naturalezza. Pepito, mentre
improvvisa, sembra intuire il sottile intento del compositore della
musica e, a volte, anticiparne le conclusioni formali, come se non
avesse fatto altro che meditare su quelle note tutta la vita.
L'anno scorso, 1995, ha festeggiato il suo cinquantesimo anniversario di
tango. Già nel 1952 lavorava professionalmente ai massimi livelli, nei
club, cinema e teatri più importanti di Buenos Aires.
Didatticamente Pepito è insostituibile, tutti gli devono riconoscenza;
ha inoltre creato coreografie per i migliori ballerini, incluso quelli
di Tango Argentino di Orezzoli e Segovia.
Il suo campo d'azione non si limita alla danza: come un instancabile
Cupido predispone, pianifica e cementa unioni sentimentali. Il suo
grande cuore, o un'estremistica deformazione professionale, non gli
permette di sopportare la solitudine, né sua, né degli altri. Non
tollera i single, non può vedere gli spaiati. Il suo carattere è
talmente radioso che la gente si sposa solo per vederlo sorridere.
Negli ultimi dieci anni Pepito ha girato il globo come una trottola,
insegnando finanche all'Università dell'Illinois e di Stanford, dove è
Master in residence. Tutto questo insieme a Suzuky la quale, per tornare
al discorso sui profumi, è un'ampolla ancora più piccola.
©
Marco Castellani - 1995
COPERTINA
ENGLISH VERSION
|